Alle nuove sanzioni decise dagli Usa, l’ Iran reagisce ora con le minacce dei suoi Generali

Alle nuove sanzioni decise dagli Usa, l’ Iran reagisce ora con le minacce dei suoi Generali

Dalla tv nazionale il presidente iraniano Rouhani dice:"Le sanzioni americane, un chiaro segnale di ritardo mentale"

Alle nuove e più dure sanzioni inflitte agli iraniani, volute da Trump andato su tutte le furie a seguito all’abbattimento del drone costato 130 milioni e che secondo lui volava nei cieli fuori dalla spazio nazionale iraniano, sono finiti nel suo mirino l’Ayatollah Ali Khamenei, il ministro degli Esteri Mohammad Zarif e otto generali dei Pasdaran. Gli iraniani non hanno impiegato molto nel reagire con attacchi verbali duri e dai toni minacciosi, rispondendo alla decisione delle sanzioni americane, scegliendo come canale la televisione nazionale. Da questa che riprendeva un incontro del Governo, il presidente iraniano Hassan Rouhani ha detto:«Le sanzioni americane inflitte alla Guida suprema del Paese sono vergognose e rappresentano un segno chiaro di ritardo mentale».

La tensione tra Usa Iran sembra così impennarsi sempre più, anche dopo le parole dei generali dei Pasdaran che hanno commentato la decisione di Trump alle nuove sanzioni. Frasi durissime dai toni minacciosi, ma che rimangono per adesso ancora solo parole:«Se scoppierà una guerra, gli Usa la pagheranno a caro prezzo», ha dichiarato a esempio il generale Ali Rashid. Secondo il consigliere per la Sicurezza Nazionale americano, le ultime dichiarazioni iraniane lanciate sono delle provocazioni e “manifestazioni estreme della minaccia centrale che pone l’Iran”. Bolton ha voluto cautamente ricordare con un tono mite che gli Usa hanno espresso la volontà di condurre dei veri negoziati.

Il segretario della Sicurezza Nazionale americano volato a Gerusalemme per un vertice trilaterale con i suoi omologhi di Israele e Russia, ha voluto ribadire da lì come il Presidente Trump abbia “tenuto aperta la porta per veri negoziati” e che “tutto quello che deve fare il Governo iraniano è attraversare quella porta”. Perché obiettivo degli Usa come ha spiegato anche lo stesso Trump, decidendo di ricorrere a nuove sanzioni anche per l’Ayatollah, non è quello di “arrivare alla guerra, ma alla pace”. Sarà ma l’intenzione che ha Trump non viene recepita dagli iraniani così, se è vero che un altro generale dei Pasdaran, il generale Hatami, avrebbe commentato alla notizia delle sanzioni:«l’abbattimento del drone americano è stato un vanto e motivo di orgoglio per tutta la nazione».

Il significato che danno gli iraniani alla distruzione del drone a questo punto, è quello di un perfetto e chiaro esempio della loro capacità di difendersi dal nemico, fosse questo americano o israeliano. Del resto sono anni che tra i due Paesi non intercorrono più relazioni diplomatiche, e la bolla gonfia dopo tanto tempo potrebbe ora esplodere. Il mondo frattanto rimane a guardare con preoccupazione alle regioni del Medio Oriente.

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