Beirut, devastante esplosione al porto: oltre 300.000 persone rimaste senza casa

Beirut, devastante esplosione al porto: oltre 300.000 persone rimaste senza casa

Gli ufficiali dell'autorità portuale di Beirut sono stati posti agli arresti domiciliari in attesa di un'indagine sull'esplosione. La decisione sarebbe stata presa durante una riunione d'emergenza del governo. Intanto i capo della dogana locale, Badri Daher, ha dichiarato che la sua agenzia aveva chiesto che il nitrato di ammonio venisse rimosso dal porto, ma "ciò non è accaduto". Il ministro dell'Interno libanese Mohammed Fehmi ha confermato che il materiale "estremamente volatile", il nitrato di ammonio, che avrebbe dato origine alle esplosioni a Beirut erano state immagazzinate in un locale all'interno del porto sei anni fa, nel 2014

Il porto di Beirut completamente distrutto dall’esplosione che si è verificata nel pomeriggio di ieri, martedì 4 agosto. Sono almeno 100 i morti e oltre 4.000 le persone rimaste gravemente ferite dopo l’esplosione di un deposito contenente circa 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio nel porto di Beirut in Libano. Si contano anche un centinaio di dispersi. Gli ufficiali dell’autorità portuale sono stati posti agli arresti domiciliari. La deflagrazione ha provocato un’onda d’urto che ha spazzato via auto e case e danneggiato numerose abitazioni. Ferito anche un militare italiano.
Un ragazzo è stato estratto vivo dalle macerie a Beirut dopo oltre dieci ore dalle esplosioni che hanno devastato la capitale del Libano. Il giovane è stato salvato da una squadra di soccorritori.
Gli ufficiali dell’autorità portuale di Beirut sono stati posti agli arresti domiciliari in attesa di un’indagine sull’esplosione. La decisione sarebbe stata presa durante una riunione d’emergenza del governo. Intanto i capo della dogana locale, Badri Daher, ha dichiarato che la sua agenzia aveva chiesto che il nitrato di ammonio venisse rimosso dal porto, ma “ciò non è accaduto”.
Il ministro dell’Interno libanese Mohammed Fehmi ha confermato che il materiale “estremamente volatile”, il nitrato di ammonio, che avrebbe dato origine alle esplosioni a Beirut erano state immagazzinate in un locale all’interno del porto sei anni fa, nel 2014. Il materiale – secondo quanto riporta il sito del quotidiano libanese An-nahar citando il ministro – “era stato confiscato a una nave con bandiera moldava in rotta verso una destinazione sconosciuta in bizzarre circostanze”.

 

 

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