Caso Sea Watch: arrestato l’equipaggio e il suo Capitano

Caso Sea Watch: arrestato l’equipaggio e il suo Capitano

Dure le critiche degli altri Paesi dell'Ue. Germania e Francia attaccano il Governo italiano. L'Olanda il più incivile di tutti. Conte:"Quello della tedesca è un ricatto politico, più che un atto di disobbedienza"

La capitana Carola Rakete è finita agli arresti domiciliari, in una dimora sembra top secret, insieme al resto del suo equipaggio come era immaginabile. L’ipotesi di reati contestati alla Rakete dalla Procura di Agrigento, stranamente invece non sono quelli che si ipotizzavano per ora, e cioè i reati previsti dal decreto di sicurezza bis, ma riguarderebbero secondo gli inquirenti: il rifiuto di obbedienza a nave da guerra, resistenza o violenza contro nave da guerra e navigazione in zone vietate. I pm chiedono la misura cautelare del divieto di dimora in provincia di Agrigento. E in mattinata il gip S. Vella, fisserà l’interrogatorio di convalida. Ma le polemiche sulla vicenda non sembrano terminate qui, anzi l’opinione pubblica si divide e si susseguono i botta e risposta a fuoco incrociato tra i Paesi membri .

E’ stato per primo il presidente tedesco Steinmeier a commentare ieri mattina, la decisione presa dalle autorità italiane nei confronti dell’equipaggio della Sea Watch:«Può darsi che ci sia una legislazione italiana su quando una nave può entrare in porto e quando no, e può anche essere che ci siano reati amministrativi o reati penali – ha detto Steinmeier in un’intervista alla Zdf – tuttavia l’Italia non è uno Stato qualsiasi, è al centro dell’Ue ed è uno Stato fondatore dell’Ue. Ed è per questo che ci aspettiamo che affronti un caso del genere in modo diverso – ed ha concluso il politico tedesco – Coloro che salvano vite umane non possono essere criminali».

E se dall’Olanda arriva la critica sulla decisione della Sea Watch di dirigersi verso Lampedusa, tirandosi indietro in merito alla responsabilità sulla sorte dei migranti salvati, affermando inoltre il segretario di Stato per la migrazione, Ankie Broekers-Knol:«non prenderemo più migranti strappati al pericolo del mare, dalle operazioni Sar in un’area ampiamente colpita dalle attività dei trafficanti di essere umani», dalla Francia invece giungono critiche e accuse pesanti all’Italia. La portavoce del governo di Macron, Sibeth Ndiaye “si rammarica” che sul tema della Sea Watch, si sia arrivati a questa situazione perché:« il governo italiano fa purtroppo la scelta di una strategia per rendere isterico il dibattito su argomenti chiaramente molto dolorosi». «Salvini strumentalizza politicamente degli episodi dolorosi – ha affermato inoltre la portavoce del governo francese – mentre noi sui migranti rispondiamo con le cifre».

Immediata la replica del ministro degli Interni Salvini:« Visto che il governo francese è così generoso con gli immigrati, almeno a parole, indirizzeremo i prossimi barconi verso Marsiglia». E al presidente tedesco, l’inquilino del Viminale ha replicato:«Steinmeir si occupi della Germania – sottolineando – chiediamo cortesemente al presidente tedesco di occuparsi di ciò che accade in Germania e, possibilmente, di invitare i suoi concittadini a evitare di infrangere le leggi italiane, rischiando di uccidere uomini delle Forze dell’Ordine italiane. A processare e mettere in galera i delinquenti ci pensiamo noi».

E mentre la Rakete ha dichiarato che alla base del suo gesto ci sarebbe stata l’urgenza di evitare dei possibili suicidi a bordo, sembra che abbia anche scritto per confortare i suoi familiari:«Siate forti», la raccolta dei fondi per sostenere le spese legali, aperta tramite i social ha superato già 600mila euro. Il suo legale, S. Tesoriero, ha dichiarato:« Abbiamo avuto un colloquio difensivo – e poi spiega il legale – non c’è mai stato nessuna volontà di speronamento, nessuna volontà di fare del male a qualcuno, ma semplicemente la necessità di portare in salvo delle persone disperate e in difficoltà estrema».

Da Bruxelles il premier Conte, che in queste ultime ore è chiamato a decidere con gli altri capi di Stato alla nomina del presidente e dei membri della Commissione Ue, riguardo al caso Sea Watch ha affermato chiaramente che:« Quello della tedesca è un ricatto politico, più che un atto di disobbedienza». E forse non a caso c’è ancora tanto da discutere intorno alla vicenda della Sea Watch. Ma una cosa è chiara, in Europa e suoi social che letteralmente infuocano la rete sul tema Sea Watch e migranti, si sentirà parlare per molto e ciò è un forte segnale perché in un modo o nell’altro, l’Europa torni a ridiscutere una buona volta di questo grave problema che sembra tutto italiano, ma non lo è affatto. Fa bene la civilissima Olanda a lavarsene le mani?  E poi si parla di inciviltà italiana che dopo un ventennio, il popolo stanco di fronteggiare da solo il fenomeno migrazione che è epocale, non riesce più a gestire. E intanto altri barchini sono giunti in queste ultime ore sulle coste italiane.

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