
Salvini: “Vado a processo per sequestro di persona, ho fatto solo quello che avevo promesso agli italiani”
Oggi a Catania l'udienza nei confronti di Matteo Salvini per sequestro di persona. Convocati insieme a lui, gli ex ministri della difesa e delle infrastrutture, Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli. Possibile sia presente anche il premier Giuseppe Conte
“Io vado a processo per sequestro di persona, perché ho fatto quello che avevo promesso agli italiani. Per questo vado a processo e ci vado a testa alta. Altri vanno a processo perché rubano o grattano”. Queste le parole del leader della Lega Matteo Salvini al Tg2, in vista del processo Gregoretti che si terrà sabato 12 dicembre, alle 9.30, nell’aula Bunker Bicocca a Catania.
Possibile in questa occasione, la presenza del premier Giuseppe Conte, di Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta. Su fatti del luglio 2019, con i 131 migranti bloccati al largo di Ragusa, già da tempo a Palazzo Chigi si è ricostruito ogni passaggio. Perciò il capo del governo si è detto pronto a riferire di ogni circostanza. Era Matteo Salvini, ministro dell’Interno, ad avere la competenza su tempi e modalità dell’autorizzazione allo sbarco e non solo lui stesso lo rivendicava, ma il dossier – è stato verificato – non fu mai discusso in Consiglio dei ministri. Quanto al proprio ruolo politico, Conte ritiene di aver agito sempre con trasparenza e linearità. Alla guida del governo M5s-Lega, come alla testa dell’esecutivo attuale. Salvo la disponibilità a presentarsi in tribunale, garantita dal premier Conte, nessuno dei ministri e degli ex ministri coinvolti commenta la convocazione del gup Nunzio Sarpietro. L’approfondimento serve ad accertare la linea tenuta dai due ultimi governi sugli sbarchi, per verificare le specificità del caso Gregoretti. Sono così chiamati in causa non solo i ministri del Conte 1 Luigi Di Maio, Danilo Toninelli, Elisabetta Trenta, ma anche l’attuale titolare del Viminale Luciana Lamorgese. Questo governo, come il precedente, lega gli sbarchi ai ricollocamenti tra gli altri Paesi europei. Di questa parte del dossier, ha spiegato a più riprese Conte, si occupava Palazzo Chigi: in contatto con le cancellerie europee, lavorava per dare concretezza al principio di solidarietà europea. Gli sbarchi, intanto, li gestiva il Viminale. Cosa ci fosse di specifico rispetto ad altre vicende nel caso Gregoretti, lo ha detto lo scorso gennaio Di Maio: per l’allora vicepremier nel caso della Diciotti (per la quale i senatori M5s negarono l’autorizzazione a processare Salvini) la scelta del governo di bloccare la nave nacque dal rifiuto degli altri Paesi europei di farsi carico di una parte dei migranti, mentre ai tempi della Gregoretti il meccanismo della redistribuzione veniva applicato e fu invece Salvini a voler fare “propaganda”. Di sicuro, oggi come allora, il dossier è spinoso per il Governo. Anche in casi recenti, osserva una fonte di maggioranza che si occupa del tema, le navi che hanno soccorso migranti sono state tenute in mare, “ma sempre con attenzione alla salute e alla sicurezza di chi era a bordo e per il tempo necessario a svolgere le procedure necessarie allo sbarco, senza mai arrivare a casa limite” come Gregoretti. A settembre è successo alla Open Arms, rimasta per giorni in attesa, prima che i profughi venissero trasbordati su una nave per la quarantena. Da sinistra più d’uno ha continuato a protestare a ogni mancato sbarco. Ma la nuova maggioranza affronta il tema con qualche difficoltà, anche perché il M5s è solcato da due linee: una parte dei pentastellati è sempre stata ostile alla linea di Salvini e ai suoi decreti, un’altra parte del Movimento ha difeso quella linea e ora fa fatica a disattenderla. Tutti concordano che il leader leghista sul tema continua a fare propaganda. Ma il Pd chiede di voltare pagina subito, lunedì, in Consiglio dei ministri, con il varo del nuovo decreto sicurezza che modifica i decreti di Salvini cancellando le multe milionarie alle ong (andranno da 10mila a 50mila euro) ed eliminando le sanzioni per le ong che chiedano l’autorizzazione al salvataggio.
