Cina: incontro tra Orban e Jinping

Cina: incontro tra Orban e Jinping

Dopo Mosca e Kyiv, il Premier ungherese si è recato in Cina. Ma le sue iniziative personali di politica estera, da quando l’Ungheria ha ottenuto la presidenza del Consiglio dell’Unione europea, gli attirano le critiche di Bruxelles.

Dopo la visita a Kyiv e a Mosca, il Premier ungherese Viktor Orban si è recato in Cina per incontrare Xi Jinping, in quella che lo stesso Orban definisce “missione di pace 3.0”.

Dopo l’incontro, Orban ha dichiarato che “la Cina è una potenza chiave per creare le condizioni di pace tra Russia e Ucraina. Gli ungheresi sono un popolo amante della pace, quindi siamo dalla parte della pace e non della guerra. Solo quando le grandi potenze mostreranno energia positiva invece di energia negativa, un barlume di speranza per un cessate il fuoco potrà apparire al più presto in questo conflitto”.

Le iniziative, del tutto private, di Orban hanno provocato le critiche di Bruxelles. L’Ungheria ha ottenuto il semestre di presidenza del Consiglio dell’Unione europea il primo luglio scorso. Da allora il Premier ungherese continua una sua personale missione di pace, alla ricerca anche di quella che ritiene essere una soluzione alla guerra russa in Ucraina. Senza alcun mandato da parte dell’Ue, dal momento tale Presidenza, in teoria, abbraccia un ampio ventaglio di tematiche ma esclude la politica estera.

Xi Jinping

Come precisato dal portavoce della Commissione europea, Eric Mamer: “Orban non ha alcun mandato per rappresentare l’Ue durante le visite. Ha responsabilità specifiche quando si tratta di gestire i lavori del Consiglio” come presidente di turno dell’Ue, “e questo è completamente diverso da ciò che fa come Stato membro con una propria politica estera”.

Alla riunione dei Rappresentanti Permanenti dei 27 paesi europei, prevista per domani, all’ambasciatore dell’Ungheria “saranno chiesti chiarimenti” sul ruolo della presidenza di turno di Orban. È quanto specificano fonti europee sottolineando “la crescente preoccupazione” nelle capitali europee “sul mandato che si è auto-attribuito Viktor Orban nelle cosiddette missioni di pace, quando era chiaro che il premier rappresentava solo sé stesso. (La tensione, ndr) potrebbe crescere ulteriormente con l’avvicinarsi al Consiglio Affari Esteri, visto che Budapest continua a bloccare il via libera all’European Peace Facility, dove c’è un’intesa a 26″.

Anche la Spagna, tramite il suo il ministro degli Esteri José Manuel Albares, ha sottolineato che “non appoggia” i viaggi degli ultimi giorni del primo ministro ungherese come missioni europee: “Si sta muovendo liberamente, con viaggi che non hanno nessun’altra chiave se non quella bilaterale”. Albares ha poi specificato che Orban “ha diritto a fare tutti i viaggi bilaterali che vuole, ma non a parlare in nome dell’Europa”.

José Manuel Albares

Da parte sua, Orban accusa l’Europa di una presunta “politica di guerra”: “Putin non può perdere quando si guarda ai soldati, alle attrezzature e alla tecnologia. Sconfiggere la Russia è un pensiero difficile da immaginare. La probabilità che la Russia possa effettivamente essere sconfitta è del tutto incalcolabile. (Putin, ndr) ha una visione chiara di ciò che sta accadendo e di come la Russia vincerà”.

Anche se i due leader (Zelens’kyje Putin, ndr) sono logicamente contrari a un rapido cessate il fuoco, tutti sanno che sarebbe meglio se domani mattina non morissero né russi né ucraini. Ho avuto la possibilità di parlare sia con il presidente ucraino che con quello russo. E credetemi: nei prossimi due, tre mesi la situazione diventerà molto più brutale sul fronte”.

Orban esorta poi l’Europa a svincolarsi dagli Usa e a condurre “una politica autonoma. Le vittime principali delle due parti in guerra sono infatti l’economia e la popolazione europea”, afferma, per poi definire Trump un “uomo di pace, ha fatto molto per riportare la pace in vecchi conflitti in regioni molto complicate del mondo. Ecco perché ho molta fiducia in lui“.

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