
Crisi di governo, oggi da Mattarella i partiti maggiori
Nel pomeriggio sono attesi i rappresentanti di Pd, Forza Italia, Lega e M5s. Intanto si è conclusa la riunione alla Camera fra le delegazioni di Pd e M5s. Molti i punti su cui ancora urge trovare un accordo. Salvini definisce incoerente la scelta dei pentastellati di fare gruppo con i Dem
Seconda giornata di consultazioni al Quirinale. Oggi pomeriggio Sergio Mattarella incontrerà i rappresentanti di Pd, Forza Italia, Lega e M5s. E mentre stamattina tutta l’attenzione è concentrata sui partiti minori come Liberi e uguali e Fratelli d’Italia, le delegazioni dei pentastellati e dei Dem sono tornate ad incontrarsi per stilare un programma di governo condiviso. “Siamo al lavoro sui contenuti”, ha detto il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio, entrando alla riunione.
Le intenzioni di trovare un accordo ci sono tutte ma per arrivare ad una vera intesa ci sono ancora alcuni scogli da superare. Intanto c’è il problema della nomina del presidente del Consiglio, con la riconferma di Giuseppe Conte che appare sempre più probabile ed il voto sulla piattaforma Rousseau che Di Maio ha annunciato ieri sera ma che il Pd legge come uno “sgarbo” al capo dello Stato. “Se il voto su Rousseau dovesse entrare in conflitto con la procedura prevista dalla Costituzione e incidere sulle decisioni del Capo dello Stato sarebbe inaccettabile. Se è uno strumento di decisione interna è un altro discorso”, ha specificato Andrea Orlando, vicesegretario del Pd. Poi da non sottovalutare le pretese di Di Maio che rivendica per sé il ministero dell’Interno ed il vicepremierato, cosa che sicuramente getterebbe parecchia ombra sui possibili futuri alleati. “Non c’è un problema Di Maio – ha sottolineato sempre Orlando – ma c’è un problema di struttura di governo. Se c’è un premier del Movimento 5 stelle è giusto che ci sia un vicepremier del Partito democratico. Serve a fare comprendere che stiamo entrando in una fase effettivamente nuova”. Dello stesso avviso anche Nicola Zingaretti che ha ribadito la necessità di dare all’Italia un governo nuovo, anche se molla la presa su Conte. “Noi abbiamo accettato il peso della responsabilità nei confronti del Paese. Chiederemo una discontinuità. Potevamo scegliere diversamente? Forse. A partire dalla figura del premier. Ma abbiamo deciso di aprire alla scelta di Conte perché cosi’ ha deciso il M5S”, ha spiegato.
Insomma è chiaro che forse, al di là delle intenzioni, questa coalizione sembra un po’ forzata, soprattutto se si riflette sulle parole di Matteo Salvini che, pubblicando un vecchio video dell’ormai ex alleato Di Maio, ha fatto capire quanto la scelta dei pentastellati di volersi avvicinare ai Dem sia contraddittoria ed incoerente. “Io col partito di Bibbiano non voglio averci niente a che fare, col partito che in Emilia Romagna toglieva alle famiglie i bambini con l’elettroshock per venderseli io non voglio avere nulla a che fare, e sono stato in questo anno sicuramente quello che ha attaccato di più il Pd di quanto l’abbiano fatto tutti gli altri partiti”, dice Di Maio nel video, che Salvini commenta così: “Un mese fa era il partito di Bibbiano, oggi è pronto a farci il governo insieme”. Come dargli torto?
Vedremo comunque l’evolversi della giornata di oggi che si annuncia decisiva per il futuro del Paese. Già stasera o domani mattina potrebbe arrivare la comunicazione finale di Mattarella.
