Il 5 Marzo alla Camera si discuterà la legge sulla legittima difesa.  Scontro Salvini ANM su rinvio in aula per l’approvazione

Il 5 Marzo alla Camera si discuterà la legge sulla legittima difesa. Scontro Salvini ANM su rinvio in aula per l’approvazione

Legittima difesa in arrivo alla Camera per la discussione. Parole forti fra Salvini e l’Associazione Nazionale Magistrati sul rinvio in aula della legge.

La legge sulla legittima difesa è ormai in dirittura di arrivo alla Camera dei Deputati. Il 5 Marzo è stata calendarizzata la discussione per iniziare l’iter per l’approvazione della legge, che secondo fonti attendibili, e a detta dello stesso Ministro dell’Interni, Matteo Salvini, dovrebbe essere approvata per il mese di marzo. Ieri il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Minisci, ha nuovamente attaccato il governo e in particolare il Ministro dell’Interni Salvini, asserendo che la legittima difesa così com’è presentata sarebbe “incostituzionale”, e bisogna dare un rinvio “sine die”. Parole che hanno Fatto sobbalzare il Ministro dell’Interni, il quale ha obiettato, a nostro avviso in modo giusto, che non è certo un magistrato a dire quello che un governo deve o non deve fare. Purtroppo, si ripropone a distanza di qualche settimana, un nuovo scontro fra rappresentanti dei poteri dello Stato, ma quello che rammarica è un certo atteggiamento di una parte dei magistrati italiani, che a dispetto della separazione dei poteri sancita nel famoso libro l’”Esprit De Lois” del grande Montesquieu, credono di poter invadere un campo che la Costituzione non attribuisce in nessun modo alla loro funzione, ovverosia quella giurisdizionale. Prima l’ex procuratore della Repubblica di Torino Spataro, in agosto scorso l’azione del Procuratore della Repubblica di Agrigento, Luigi Patronaggio sul caso Diciotti, hanno di fatto sancito un inizio pericoloso di una deriva della magistratura verso un campo che non compete ad essa, quello di decidere che leggi fare e allo stesso tempo di come guidare il paese, compiti quest’ultimi che sono di esclusiva pertinenza del Parlamento sovrano e dell’esecutivo. Fatta questa doverosa puntualizzazione, ci sembra corretto soffermarci brevemente sul concetto di legittima difesa, tanto discusso e odiato, ma alquanto attuale e irrinunciabile. L’art. 52 del C.P. sancisce il principio della legittima difesa quale causa di giustificazione, prevedendo che quando chiunque si trovi in uno stato di pericolo o nel bisogno di difendere sé o altri da un’offesa ingiusta può cagionare la morte di un’altra persona il momento in cui sussistano due requisiti fondamentali, ovverosia l’inevitabilità dell’azione e la gravità dell’offesa e la proporzionalità fra offesa e difesa. Ora, pur con questa esaustiva previsione normativa, i casi degli ultimi anni hanno visto persone derubate e aggredite in casa propria, indagate e anche arrestate per eccesso di difesa personale. In pratica, alcuni PM hanno ritenuto che il bene minacciato non corrispondeva all’offesa arrecata all’aggressore, ribaltando così nei fatti, il concetto di aggredito e aggressore, e di bene e male. Sembrerebbe quasi che il cattivo è la persona offesa e il buono il rapinatore o il delinquente di turno. Ci sembra evidente che non può mai passare un principio del genere, e pertanto riteniamo ormai improrogabile una riforma della legittima difesa, che permette una massima tutela in caso di aggressione in casa o alla propria incolumità. Bene quindi il disegno di legge in arrivo alla Camera, come sottolinea anche Giulia Bongiorno, penalista di grido e difensore nel processo ad Andreotti, che è solo una questione di giorni e che la riforma “ si farà”, senza attendere oltre quanto consentito. Con buona pace di certa stampa di sinistra e di certi magistrati come Spataro e Minisci, che mal digeriscono questa riforma, il contratto con gli italiani bisogna rispettarlo nei suoi punti fondamentali. Ci auguriamo che con questa riforma le cose incomincino a potendo cambiare e che nel tempo possa vedersi anche una netta diminuzione dei reati, che di certo il buonismo del PD non potrà mai garantire.

Roberto Romano

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