L’Unione Europea per i giovani musicisti: quei fondi che finanziano (e salvano) le orchestre giovanili

Eseguire con i propri coetanei un repertorio di alto virtuosismo orchestrale è probabilmente il sogno di ogni giovane, aspirante musicista. Non è un caso dunque che nelle scuole di alto perfezionamento musicale sia obbligatorio far parte delle classi di esercitazioni orchestrali, che costituiscono i primi contesti in cui si formano naturalmente le realtà delle orchestre giovanili. Alcune di queste possono raggiungere persino dei livelli musicali notevoli: In Italia, per esempio, le orchestre per i giovani che corrispondono a una tale descrizione sono numerose. Tuttavia, in un periodo di grave crisi quale quello tuttora in corso, sono proprio loro ad essere state maggiormente colpite dai tagli alla cultura, che negli ultimi mesi hanno coinvolto l’Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole (quest’anno privata di ben 200.000 € dal Mibac) e la celebre Fondazione Fedele Fenaroli, responsabile dell’Estate Musicale Frentana e dell’Orchestra Giovanile di Lanciano.
La gravità di questi avvenimenti è particolarmente allarmante se si pensa che un giovane promettente deve mettersi alla prova attraverso le prime, vere audizioni in quest’ambito, così da confrontarsi con la moltitudine di aspiranti musicisti provenienti da tutta Italia e, sempre più spesso, dall’intera Europa.
La presenza e il contributo di quest’ultima ai progetti didattici sulle orchestre giovanili soprattutto sinfoniche è stata una costante della nostra epoca, rimanendo al momento attuale l’unico punto di riferimento per i più notevoli artisti dei 28 paesi all’interno della UE. Quest’ultima, oltre a sostenere le programmazioni nei Conservatori e nelle Accademie attraverso dei bandi proposti periodicamente, possiede addirittura una sua orchestra giovanile nota come EUYO – European Union Youth Orchestra – fondata nel 1976 dal M° Claudio Abbado con l’intento di riunire sotto un unico corpo orchestrale i migliori, giovani musicisti del continente.
Il suo presidente onorario è quello del Parlamento europeo e i membri sostenitori sono i capi di governo degli altri Stati, incluso il Presidente della Commissione europea.
Con i suoi 160 ragazzi fra i 16 e i 26 anni selezionati annualmente, l’orchestra si conferma quale ambasciatrice dei valori della UE, nonché simbolo del dialogo interculturale, del rispetto reciproco e della comprensione attraverso la cultura.
Questa straordinaria realtà musicale prosegue sempre grazie al supporto finanziario dell’Europa,
che il 31 gennaio ha confermato la copertura di tutte le spese almeno sino al 2020 grazie al programma “Europa Creativa”.
Tuttavia, dal canto suo, l’Orchestra dovrà “impegnarsi maggiormente per incrementare audience e visibilità e per garantire una rappresentatività dei musicisti geograficamente equilibrata”, nonché lavorare per “ridurre la sua dipendenza dai finanziamenti europei”.
L’ultima dichiarazione dimostra in modo inequivocabile la natura comunque precaria e transitoria dei progetti culturali europei, vittime dei continui cambiamenti nelle politiche della UE e di una crisi comune ben lungi dall’essere superata.
La questione dei fondi elargiti per simili progetti culturali di musica classica è diventata spesso problematica, specie quando non è scontato ricevere i finanziamenti ogni anno.
Ciò è esattamente accaduto alla European Spirit of Youth Orchestra, orchestra giovanile fondata nel 1994 dal M° Igor Coretti Kuret. Gli 80 musicisti che la costituiscono sono ancora più giovani (addirittura fra gli 11 e i 18 anni), anch’essi selezionati nelle scuole di musica e i più importanti Conservatori d’Europa.
La promozione del concertismo internazionale e della cooperazione culturale a livello europeo sono solo i principali obiettivi di questo organico, che ha beneficiato diverse volte del sostegno finanziario da parte della Commissione per la cultura e l’istruzione della UE nel 2005 e dal 2008 al 2010, grazie al Program Culture previsto per questo genere di progetti.
Nonostante l’impegno di più di 4000 insegnanti al riguardo (fra i quali i violinisti Uto Ughi e Anna Tifu) è soprattutto di donazioni private che la ESYO vive, perciò ha attraversato di recente dei periodi drammaticamente bui: nel 2014 il M° Coretti ha addirittura venduto il suo prezioso violino per pagare le spese di mantenimento dell’Orchestra.
Insomma, nel deserto culturale odierno i fondi europei continuano ad essere troppo spesso l’unica prospettiva percorribile per l’ambito della formazione relativa ai giovani musicisti, ma si tratta di una risorsa che rientra a pieno titolo nell’instabilità dei nostri tempi.
Carpe diem, dunque, o aspirante musicista, dovunque tu sia in questa grande Europa dalle tante (ma non illimitate), opportunità.

Tag: Europa, fondi, finanziamenti europei, giovani musicisti, orchestre giovanili, progetti didattici, EUYO, ESYO, Europa Creativa.

 

Giulia Dettori Monna

                                                                                              

 

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