
Monterotondo, una figlia uccide il padre per difendere la madre dalle botte
Le aggressioni erano continue. La donna aveva denunciato il marito già nel 2014 per maltrattamenti. Dopo l'ennesima violenza la figlia è intervenuta ed ha ucciso il padre con un pugno. Rischia di essere accusata di omicidio ma i magistrati stanno valutando l'ipotesi di legittima difesa
Rischia di essere accusata di omicidio ma la Procura di Tivoli sta valutando se ci sono gli estremi per riconoscere la legittima difesa. La 19enne di Monterotondo Debora Sciacquatori, fermata per aver ucciso il padre, è ora agli arresti domiciliari (la foto è ripresa da Tgcom24). La ragazza ha colpito il genitore per difendere la madre dopo l’ennesima aggressione che subiva in casa. Il marito Lorenzo, ex pugile di 41 anni, era infatti un uomo violento e spesso ubriaco. A quanto pare la donna lo aveva già denunciato nel 2014 per maltrattamenti ma pare che questo non sia bastato a fermare l’inferno in famiglia. Un inferno fatto di botte, minacce, insulti che avvenivano di continuo dentro le mura domestiche, fino al tragico epilogo di ieri mattina quando è stata proprio la figlia Debora a mettere fine alle torture.
Il fatto
Secondo la ricostruzione degli investigatori all’alba di ieri l’uomo è tornato a casa ubriaco, ha preso a calci la porta e quando è riuscito ad entrare ha cominciato a picchiare la mamma di Debora. La ragazza e la nonna hanno cercato di difenderla ma le botte ci sono state anche per loro. In casa è arrivata anche la sorella dell’uomo, a sua volta insultata. Dopo aver cercato invano di riportarlo alla calma, le donne hanno deciso di fuggire ma, appena varcato il portone, sono state raggiunte dal 41enne che ha strattonata l’anziana madre per farle rientrare in casa. Di fronte alla loro opposizione l’uomo ha picchiato nuovamente la compagna e così la figlia, appassionata di boxe, l’ha difesa, dando al padre un pugno sull’orecchio. L’uomo ha perso l’equilibrio ed è caduto in terra. La ragazza ha chiamato subito i soccorsi ma è stato tutto inutile. E’ morto poco dopo il suo arrivo in ospedale per una emorragia interna.
La ragazza, in stato di shock, è stata ascoltata dai magistrati ed ha continuato a ripetere che non voleva fare male al padre ma che cercava solo di difendere la madre e la nonna. È stata portata a casa degli zii dove si trova attualmente ai domiciliari. Tutto il paese è dalla sua parte. “Le vogliamo troppo bene – ha raccontato un concittadino. – E’ la ragazza più brava del mondo ma il padre le aveva spento il sorriso”. Dai racconti è emerso che Debora era una studentessa modello del Liceo artistico e faceva lavoretti saltuari per portare a casa qualche soldo dato che entrambi i genitori non lavoravano. Della situazione in casa la 19enne non parlava con nessuno. “Non ha mai detto una parola – ha spiegato una persona che la conosceva – ma lo sapevamo tutti”.
Gli inquirenti stanno ricostruendo la vicenda per accertare il quadro di violenze in cui è maturata la tragedia. Debora rischia di essere accusata di omicidio ma sulla base di ulteriori accertamenti e dell’esame autoptico, la Procura valuterà “l’eventuale esistenza della legittima difesa”.
