N0-vax, un Covid party per contagiarsi ed evitare il vaccino, ma finiscono in terapia intensiva. Intervista alla Dott.ssa Adelia Lucattini, psichiatra ed psicoanalista di Roma

N0-vax, un Covid party per contagiarsi ed evitare il vaccino, ma finiscono in terapia intensiva. Intervista alla Dott.ssa Adelia Lucattini, psichiatra ed psicoanalista di Roma

Ha suscitato stupore e meraviglia la notizia del Covid Party organizzato in Canada da ungruppo di no vax per contrarre volutamente il virus. Una folle iniziativa, che ha portato molti partecipanti a finire in terapia intensiva e rischiare seriamente la vita. Perché si è arrivato a questo tipo di comportamento? Ne abbiamo parlato con la psichiatra e psicoanalista della Società psicoanalitica italiana (Spi) Adelia Lucattini.

Di Marialuisa Roscino

Ha suscitato stupore e meraviglia la notizia del Covid Party organizzato in Canada da ungruppo di no vax per contrarre volutamente il virus. Una folle iniziativa, che ha portato molti partecipanti a finire in terapia intensiva e rischiare seriamente la vita. Perché si è arrivato a questo tipo di comportamento? Ne abbiamo parlato con la psichiatra e psicoanalista della Società psicoanalitica italiana (Spi) Adelia Lucattini.

Dott.sa Lucattini, che idea si è fatta della vicenda avvenuta in Canada?

L’episodio canadese e chiaramente legato ad una follia di gruppo. Quando il gruppo funziona in modo primitivo non c’è una capacità di pensiero ma la psiche di ognuno è condizionata da motivazioni ideologiche e della paura. Quando non c’è capacità di pensare di rendersi conto del pericolo.

Come mai attualmente tante persone si rifiutano di non seguire tutte le precauzioni?
E che non c’è una chiara percezione nonostante gli avvertimenti degli scienziati che il Covid-19 provoca una malattia molto grave che si chiama SARS ovvero una malattia respiratoria che porta al ricovero ospedaliero e talvolta anche in rianimazione. E’ stata ribadita la pericolosità degli assembramenti. Eppure molti tendono a minimizzare al riguardo.
A differenza di altri virus, con il Covid-19 ci si può infettare tra più persone aumentando la carica virale ovvero la quantità di virus che entra nell’organismo attraverso il sistema respiratorio. Se la carica virale è molto forte anche in organismi perfettamente sani la malattia può essere severa e avere un decorso infausto.

Perché si diffondono atteggiamenti negazionisti?
Come in tutti i fenomeni che provocano ansia, idee di persecuzione poiché il pericolo è impalpabili in quanto non visibile ad occhio nudo come nel caso dei virus, i fenomeni di negazione possono essere massicci e se avvengono in gruppo provocano dei fenomeni molto pericolosi.. In molti casi è il gruppo che fa male agli individui e non l’unione di individui malati che si uniscono in gruppo. Bisogna inventare persone e gruppi equilibrati. È un modo per mantenersi in buona salute ed essere più felici. E’ un fenomeno così noto che sono stati girati molti film catastrofici su epidemie causate da virus sconosciuti. Ben prima della pandemia attuale e a suo tempo, Albert Camus scrisse La peste.

Ci sono similitudini con casi del passato?
Alcuni dei disturbi mentali gruppali che noi vediamo in questo periodo, legati alla pandemia da Covid-19, si erano già verificati in Giappone dopo la catastrofe umanitaria e la contaminazione ambientale dovute al lancio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki. Successivamente anche dopo la catastrofe della centrale nucleare di Chernobyl, sia in Ucraina che in Europa che fu coinvolta dalla nuvola radioattiva e in maniera particolare nel Nord Europa.

Cosa si può fare per prevenire questi fenomeni?
È necessario fare comprendere alle persone che il Covid-19 è una malattia anche grave anche se adesso fortunatamente curabile. Purtroppo, può avere un decorso molto negativo non solo per il Long Covid, ma anche per gli esiti della malattia che sono fisici ma soprattutto mentali. Andiamo a notevoli disturbi psicologici di natura traumatica nei pazienti che hanno avuto il covid non solo in forma severa ma anche in forma media e lieve.
Occorreranno molti anni perché questi disturbi post traumatici causati dallo shock della malattia, possano regredire ed essere elaborati.

Come arginare il fenomeno dei No-Vax?
Si, il dialogo è l’unica misura efficace per arginare il fenomeno gruppale NO-VAX. Capirne profondamente le motivazioni dei singoli e instaurare un dialogo che permetta loro di capire la gravità della malattia da Covid-19 e al tempo stesso aiutarli a fare la scelta migliore per la salute che non è certo contagiarsi. Aiutarli a scegliere con convinzione di vaccinarsi è una cura non solo prevenzione. La coercizione non è efficace se non c’è conoscenza, pensiero e una chiara, comprensibile e corretta informazione. L’altro elemento è il tempo. I medici, tutti i sanitari, i rappresentanti delle istituzioni e i media devono dedicare tempo alle persone, ai singoli individui, mettere sempre la medicina al centro del paziente,  che è una mission del Ministero della salute e da più di cento anni il fulcro del trattamento psicoanalitico.

Categorie
TAGS
Condividi

Commenti

WordPress (0)