
Russia: bomba a San Pietroburgo. Morto il blogger Vladlen Tatarsky
Ieri è esplosa una bomba in un bar del centro cittadino di San Pietroburgo. Oltre 30 i feriti. Morto il corrispondente di guerra e blogger Vladlen Tatarsky. Per l’attentato è ricercata la 26enne Darja Trepova.
L’esplosivo, 200 grammi di Tnt, era nascosto all’interno di una statuetta che sarebbe stata portata come dono al blogger e giornalista Vladlen Tatarsky da Darja Trepova, ora inserita nella lista dei ricercati del Ministero degli interni russo (in precedenza erano circolate delle voci che la davano già arrestata). Le telecamere di sicurezza mostrano infatti la 26enne mentre entra nel bar poco prima dell’esplosione, portandosi dietro una scatola abbastanza voluminosa da contenere la statua. Il locale era appartenuto a Yevgeny Prigozhin, soprannominato “Lo chef di Putin”, fondatore del gruppo Wagner.

La prima conferma è arrivata dal servizio stampa del Ministero alla Tass, l’agenzia stampa russa: “Alle 18.13 del 2 aprile 2023, la polizia ha ricevuto un’informazione in merito a un’esplosione sull’argine di Universitetsjaya. Come risultato, una persona è morta. Era il corrispondente di guerra Vladlen Tatarsky“.
Subito dopo l’attentato e prestati i soccorsi, è arrivato anche il Procuratore di San Pietroburgo, Viktor Melnik, e sono state controllate tutte le persone presenti in quel momento all’interno e nei paraggi del bar, per verificare eventuali coinvolgimenti. Resta infatti da capire se Darja Trepova, nel caso in cui sia stata davvero lei a mettere la bomba, abbia agito da sola o con l’aiuto di altre persone.
Maksim Fomin, questo il vero nome di Vladlen Tatarsky, era un 40enne blogger molto seguito (560mila gli iscritti al suo profilo Telegram) e corrispondente di guerra, più volte in campo per documentare già dal 2014 il conflitto nel Donbass. Nazionalista russo, aveva spesso denunciato l’inefficienza degli apparati militari russi. “Fino a quando non scopriremo il nome di questo genio militare che ha posizionato il battaglione tattico vicino al fiume, e lui non risponde pubblicamente di questo, non ci saranno riforme nell’esercito” dichiarò una volta.

La sorella e la madre di Darja Trepova, anche se non formalmente arrestate, sono state interrogate dagli investigatori. La matrice dell’attentato non è ancora chiarita, ma si stanno seguendo varie piste. Una faida interna tra gruppi di estrema destra, un’azione della resistenza interna alla Russia, una mossa dei Servizi segreti (Allo scopo di trasformare Tatarsky in un martire) o infiltrati ucraini.
Il ministero degli Esteri russo ha ricordato il blogger deceduto nell’attentato, criticando i governi occidentali per non aver reagito all’attacco. Persone come Tatarsky “Sono difensori della verità“, ha dichiarato sul suo profilo Telegram la portavoce del ministero Maria Zakharova, attaccando la mancata reazione da parte dei paesi occidentali che “Nonostante le loro preoccupazioni per il benessere dei giornalisti e della stampa libera parla da sola“.
