
Strage di Capaci, la Sicilia e l’Italia ricordano Falcone e Borsellino
Nel giorno della memoria tante celebrazioni ma anche polemiche. Salvini tuona: "Chi usa una giornata di memoria per fare battaglia fa un torto a Falcone". Per il presidente Fico bisogna unire le forze e spezzare la catena delle mafie
E’ il 27esimo anniversario della strage di Capaci: il 23 maggio del 1992 poco prima delle 18, sull’autostrada che collega l’aeroporto di Punta Raisi a Palermo, esplode una carica di tritolo (la foto è di Adnkronos). L’asfalto viene sventrato e in quell’inferno di lamiere muoiono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Come ogni anno, Palermo, la Sicilia e l’Italia intera ricordano quei drammatici momenti. Le celebrazioni sono iniziate nel capoluogo siciliano nell’aula bunker dell’Ucciardone. Presenti il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il presidente della Camera Roberto Fico, il Capo della Polizia Franco Gabrielli e Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone e sorella del magistrato. “Chi ha ucciso Falcone e Borsellino ha provocato tanto dolore ma ha anche svegliato il popolo italiano, perché penso che dopo quella bomba nulla è più stato come prima”, ha detto Salvini che poco prima ha deposto una corona d’alloro nel luogo della strage ed ha visitato il giardino della Memoria dove è esposta la “Quarto Savona 15”, l’auto della scorta di Giovanni Falcone. Forte il monito del presidente della Camera che ha ribadito la necessità di rimanere uniti per spezzare la catena delle mafie. “La mafia è la prima emergenza del Paese, va sconfitta definitivamente, una volta per sempre – ha spiegato Fico in aula. – Lo Stato c’è, ce la può fare e ce la deve fare. Vengo da Napoli conosco bene la situazione dei clan. Noi dobbiamo esserci con una presenza forte e culturale nei territori dove la criminalità organizzata arruola i giovani come manovalanza. Dobbiamo andarci a prendere i figli dei camorristi e spezzare quella catena”. Commuovente il ricordo di Maria Falcone. “Quando è morto Giovanni – ha raccontato – ero disperata come sorella e come cittadina italiana, perché pensavo che il grande patrimonio di idee che ci aveva lasciato potesse disperdersi. Lui sapeva di dover morire e ha lasciato detto a tutti noi: “Gli uomini passano, le idee restano ma devono continuare a camminare sulle gambe di altri uomini”. Io ho scelto i giovani per tenere viva la memoria di Giovanni”.
Le commemorazioni
E proprio i giovani sono i veri protagonisti di questa giornata. Oltre 20 mila studenti saranno oggi a Palermo per commemorare le vittime della strage di Capaci e di quella di Via D’Amelio: 1500 di loro hanno raggiunto il capoluogo siciliano a bordo della nave della legalità, gridando “noi la mafia non la vogliamo” e scandendo i nomi di “Giovanni e Paolo”. Nel pomeriggio poi i cortei: il primo partirà da via D’Amelio, il secondo dall’aula bunker. Si ricongiungeranno sotto l’Albero Falcone, in via Notarbartolo, per celebrare il momento del Silenzio alle 17,58, ora della strage di Capaci.
Le polemiche
Ad accendere gli animi in un giorno che doveva essere solo di festa e di commemorazione è stato il presidente della commissione Antimafia della Sicilia Claudio Fava che, assente nell’aula bunker di Palermo, ha detto: “hanno trasformato il ricordo del giudice Falcone nel festino di Santa Rosalia”. Non c’erano neanche il governatore della Sicilia Nello Musumeci ed il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, acerrimo nemico del leader del Carroccio. Queste assenze non sono piaciute a Salvini che ha replicato: “Chi si divide sulla lotta alla mafia sbaglia, chi usa una giornata di memoria e di futuro per fare la sua piccola battaglia politica sbaglia e fa un torto a Falcone”. Dello stesso avviso anche la sorella del magistrato che ha tuonato: “le istituzioni devono essere sempre rispettate e sono inutili le polemiche”.
