
Toti e Carfagna nominati coordinatori di Forza Italia, la nuova mossa antiscissione del Cavaliere
Per scongiurare la fine di Forza Italia, Berlusconi gioca la carta di nuovi incarichi e apre alle primarie interne come si fanno nel Pd
Forza Italia perde colpi non c’è dubbio. Lo dimostrano anche i dati registrati nell’ultima tornata elettorale dello scorso maggio. E per arrestare la caduta libera del partito, Silvio Berlusconi si gioca l’ultima carta, chissà se il mazzo che utilizza è uno di quelli adoperati anche da Herry Potter, fatto sta che decide di nominare Giovanni Toti e Mara Carfagna coordinatori del suo partito e di aprire alle primarie interne. L’auspicio è quello così facendo di allungare la vita a Forza Italia oppure di rimandare l’agognata fine di questo partito. Ieri un pranzo a Villa Grazioli tra Berlusconi e Toti, durato più di due ore, per trovare l’accordo per scongiurare l’ipotesi di scissione ventilata nei giorni scorsi, sembra quindi al momento funzionare. Giovanni Toti infatti sarà il coordinatore di FI per il Nord, e Mara Carfagna lo diverrà per il Sud, mentre l’iniziativa del 6 luglio in programma al Brancaccio di Roma, “Italia in crescita” si trasformerà in un’occasione per rilanciare il partito di Berlusconi, e non più per dare il via alla nascita ad un nuovo soggetto politico.
«Il ruolo di Berlusconi non l’ho mai messo in discussione, è il padre fondatore di tutto questo mondo sul quale stiamo giocando questa partita a scacchi – ha dichiarato il Governatore della Liguria – il Cavaliere resterà presidente a vita del partito che ha fondato, ma questo non vuol dire che in quel partito non si possano scegliere i dirigenti per via elettiva».
E di fatti in contemporanea alla nomina dei due nuovi coordinatori decisa dal Cavaliere, veniva diffusa una nota firmata da Berlusconi dove si spiegava:« il Governatore della Liguria e la vicepresidente della Camera avranno la responsabilità di coordinare l’organizzazione del partito, sulla base delle miei indicazioni e anche di coordinare un gruppo al quale verrà affidato l’incarico di redigere una proposta di modifica statutaria da presentare al Congresso Nazionale». Al via infatti dal 13 luglio anche la fase congressuale del partito che con l’apertura del Consiglio, porterà l’occasione per valutare l’opportunità di aprire alle primarie come ha spiegato sempre il Cavaliere:«Il Congresso sarà l’occasione per discutere sulla possibilità di indire a ampie consultazioni popolari in ordine alle cariche elettive». Insomma non c’è dubbio che Berlusconi misurando bene le parole, sembra abbia comunque obiettivamente optato per le primarie, una qualcosa dal sapore tutto pieddino. Sino alla chiusura del Congresso Nazionale, il partito sarà affidato in buona sostanza ad una diarchia, tanto di moda in questo periodo in Italia. Ma il make up che ha in mente il Cavaliere è tutto incentrato forse sull’ipotesi del voto anticipato. Semmai il governo attuale dovesse terminare anticipatamente, Forza Italia non si presenterebbe di fatto alle elezioni scisso, ma potrebbe ancora raccogliere qualche voto.
