
Usa, disposti a negoziare con Teheran senza precondizioni. Oggi riunione dell’Onu
Nel Parlamento iraniano si accusa l'America come vero terrorista mondiale e i deputati dichiarano:"morte all'America"
Non accenna per nulla a diminuire la tensione Usa-Iran, così il Consigliere Nazionale sulla Sicurezza, John Bolton dichiara a Teheran :«Non scambi l’Iran la nostra prudenza come debolezza». Si infiamma sempre più la linea tra Washington e Teheran nella guerra per ora fatta di slogan e parole. Trump ha annunciato infatti nuove sanzioni all’Iran, e ha minacciato che il prospettato lancio dei missili sul Paese degli alayatola è stato solo sospeso e non revocato. Giovedì scorso ci sarebbe stato da Washington anche un cyberattaco contro i sistemi missilistici, notizia divulgata dalla stampa americana. La sensazione che la tensione tra le due nazioni stia salendo, si è percepita ieri mattina dentro il Parlamento iraniano, quando una sorta di coro formato dai deputati, assecondando le accuse dello speaker nell’aula che ha indicato gli Usa come vero terrorista mondiale, ha dichiarato in diretta tv:« Morte all’ America». Mentre ancora incerta rimane l’entità dei danni che il cyberattacco americano avrebbe provocato ai sistemi informatici di Teheran, oggi è in programma una riunione di urgenza del Consiglio dell’ Onu che proverà a ricucire la situazione sempre più alterata. Si discuterà sulla possibile decisione sulle nuove e più forti sanzioni da applicare all’Iran richieste da Trump. Mike Pompeo è volato in Arabia per fare un punto sulla situazione, in vista di una soluzione legata a negoziati da aprire con gli iraniani. Il Segretario di Stato americano ha parlato di possibilità a negoziare con Teheran senza però precondizioni. L’Iran ha invece una visione totalmente opposta all’America, cioè possibilità a negoziare, ma pone una precondizione, che gli Stati Uniti tolgano le sanzioni imposte da mesi e che riguardano la scelta sul nucleare. Questione del nucleare in Iran che rimane ancora aperta. Teheran guarda anche all’Europa come testa di ponte per trovare soluzioni a suo favore, visto che l’Iran è per l’Ue, uno dei maggiori fornitori di gregge.
