Attacco Hacker alla Regione Lazio: a rischio i dati del 70% della popolazione
Da ieri è in corso un attacco informatico ai server della Regione Lazio, in particolare sono stati bloccati i portali collegati ai programmi di vaccinazione. Ora si teme il furto dei dati personali del 70% della popolazione.

L’attacco informatico, che sembra non avere precedenti nel nostro paese, è partito nella notte tra il 31 luglio e il primo agosto, bloccando completamente le attività collegate al sito Salutelazio.it e Laziocrea.it (ancora irraggiungibili nel momento in cui scriviamo), che tra le altre cose gestiscono i programmi di vaccinazione Covid-19. Nonostante l’attacco, la vaccinazione è proseguita regolarmente grazie ai moduli cartacei, permettendo di arrivare al 70% della popolazione vaccinata e di raggiungere così nel Lazio la cosiddetta immunità di gregge.
“La campagna di vaccinazione non si ferma e nella giornata di ieri sono stati somministrati 50mila vaccini, nonostante il più grave attacco informatico subito.
Fino al 13 agosto ci sono oltre 500mila cittadini che hanno la loro prenotazione e possono recarsi nei centri di somministrazione nella data e nell’orario indicato in precedenza” ha dichiarato l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato “I tecnici sono al lavoro per riattivare in sicurezza anche le nuove prenotazioni e nessun dato è stato trafugato. Siamo in contatto costante con la struttura commissariale per garantire agli utenti che si vaccinano di avere il green pass secondo le consuete modalità”
Il problema che più preoccupa la Regione sono proprio i dati personali di quel 70% della popolazione, depositati nei server e ora a rischio di furto da parte degli hacker. In quella percentuale sono inclusi i dati di personalità politiche vaccinate, come Mario Draghi e Sergio Mattarella. Ma al momento le informazioni personali dei cittadini non sono state violate, quindi l’intento dei pirati informatici sembra essere più criminale che politico, al punto che gli inquirenti stanno considerando anche la pista di una frangia estremista di no-vax.
Al momento il virus informatico è ancora attivo, e gli agenti della Polizia Postale stanno verificando direttamente sul posto i sistemi informatici della Regione Lazio. Secondo alcune fonti citate dall’Agi, l’attacco sembra provenire dall’estero, forse dalla Germania. Ma al momento non ci sono prove.
Per entrare nei server i pirati informatici avrebbero utilizzato la postazione aperta di uno degli amministratori di sistema di Laziocrea, e da lì si sono agganciati per inserire un cosiddetto Ransomware Cryptolocker, un malware poco complesso ma comunque in grado di creare danni.
Questo tipo di virus informatico, tra l’altro, viene spesso utilizzato per estorcere denaro. E infatti ieri sera è arrivata una richiesta di riscatto in bitcoin (una criptovaluta difficile da rintracciare e utilizzata principalmente nel Dark Web) di cui non si conosce ancora la cifra.

La Polizia Postale in queste ore sta lavorando per aiutare la Regione Lazio a ripristinare i servizi online, al momento ancora sospesi, mentre in Procura è attesa la relazione per aprire un fascicolo per accesso abusivo a sistema informatico.
L’attacco ha provocato anche la reazione di ogni schieramento politico, tra cui la vicepresidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica): “Il grave attacco hacker contro la Regione Lazio che ha mandato in tilt anche il sistema di prenotazione vaccini ci dimostra ancora una volta che la pandemia di COVID-19 ci ha fatto riscoprire, come Europa e come Italia, l’importanza del digitale e del digitale in sicurezza” ha infatti dichiarato Federica Dieni “Ci troviamo in un contesto geopolitico nel quale si utilizzano hacker, propaganda e disinformazione per sottrarre informazioni preziose, dati sensibili, come quelli sanitari, o seminare dubbi sull’efficacia di determinati strumenti, come i vaccini, o in modo più generale sul modello democratico occidentale. In tale contesto la creazione di un’Agenzia in grado di dotarci di una resilienza cyber, come l’Agenzia nazionale per la Cybersecurity, distinta dall’intelligence, diventa fondamentale”.
