Covid-19: Il vaccino Novavax da gennaio in Italia. Il via libera dall’Aifa
L’Agenzia italiana del farmaco conferma il nuovo vaccino, il quinto finora. Prevede un ciclo primario di due dosi a distanza di tre settimane e si conserva in un comune frigorifero.

Con l’ultimo Novavax, progettato per i maggiorenni, arrivano a cinque i vaccini accettati dall’Aifa. A confermarlo è Patrizia Propoli, presidente della commissione tecnico scientifica dell’agenzia del farmaco, a conclusione della riunione che ne ha dato il via libera: “I dati disponibili hanno mostrato una efficacia di circa il 90% nel prevenire la malattia COVID-19 sintomatica anche nella popolazione di età superiore ai 64 anni. Il profilo di sicurezza si è dimostrato positivo, con reazioni avverse prevalentemente di tipo locale”.
Questo vaccino si basa sul meccanismo delle proteine ricombinanti, ovvero coltivate in laboratorio. Un sistema diverso da quelli finora autorizzati dall’Unione europea e già in uso da decenni contro malattie come il papilloma virus, l’epatite B e la meningite. Lo scopo è quello di convincere i cittadini che temono gli effetti dei sistemi a mRNA, come Moderna e Pfizer. Anche se, conferma l’Aifa, non c’è alcun motivo per diffidare dei precedenti vaccini. Alla domanda se il Novavax sia efficace anche contro la nuova variante Omicron, l’agenzia dichiara che “I dati degli studi si riferiscono a una popolazione in cui questa variante non circolava. Abbiamo visto però che anche con i vaccini a mRNA, non testati in origine contro il nuovo ceppo virale, si è protetti dalla malattia grave”.

In particolare, ce lo spiega Giorgio Palù, presidente dell’Aifa, questo nuovo vaccino è molto maneggevole. Non necessita della catena del freddo per essere trasportato (un problema che riguarda soprattutto paesi come l’Africa) e può essere conservato in un frigorifero per diversi mesi. Il primo ciclo richiede due dosi, a distanza di tre settimane. A proposito di tempi, l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha dichiarato che in base all’andamento dei contagi nei prossimi tempi si prevede di abbreviare l’intervallo tra le prime due dosi, ed effettuare il richiamo dopo quattro mesi invece di cinque: “In base all’andamento epidemico si possono abbreviare i tempi visto che il richiamo è considerato sicuro a partire da tre mesi dopo il primo ciclo”.
Gregory M. Glenn, presidente Ricerca e Sviluppo di Novavax, assicura che il vaccino entrerà subito nella fase GMP (Good Manufacturing Practice, l’insieme di regole che definisce la corretta fabbricazione di un prodotto). Verrà distribuito nei paesi in via di sviluppo in un miliardo e mezzo di dosi tramite sistema Covax. Da parte sua l’Europa ne ha prenotate 200 milioni di dosi, di cui 27 milioni destinate all’Italia nei primi mesi del prossimo anno.
Nel frattempo negli USA la Food and Drug Administration ha confermato la nuova pillola di Pfizer, primo farmaco contro il Covid-19 da poter assumere in proprio.
