Covid-19: da oggi la pillola antivirale di Pfizer. Locatelli “In anticipo di un mese rispetto alle previsioni”

Mentre l’Oms inizia a vedere l’inizio della fine della pandemia in Europa, o almeno un sensibile calo delle situazioni più gravi, oggi arrivano alle Regioni le prime dosi del farmaco antivirale Paxlovid.

Arrivano oggi le prime 11.200 dosi del trattamento antivirale Paxlovid di Pfizer, distribuite alle varie Regioni a Province autonome. Unico antivirale finora approvato dalle autorità europee, non sarà per tutti, ma solo per le persone positive ad alto rischio di peggioramento della malattia e per chi non può vaccinarsi per altri motivi di salute. Tale cura, approvata tramite contratto finalizzato lo scorso 27 gennaio dalla Struttura commissariale con la casa farmaceutica Pfizer guidata dal Generale Francesco Paolo Figliuolo, va iniziata entro tre, massimo cinque giorni dall’apparire dei primi sintomi gravi, e solamente dietro prescrizione medica.

Secondo le indicazioni del ministero della Salute e dell’Aifa si prevedono almeno 600mila dosi nell’arco di quest’anno, da versare progressivamente alle Regioni.

Come funziona lo spiega Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico: “È un inibitore della proteasi, ha un’efficacia dell’89% se somministrato entro i primi tre, massimo cinque giorni nella progressione della malattia grave” ha poi aggiunto “Ci stiamo avviando verso una situazione marcatamente favorevole, tutti i numeri ci indicano che questa è la direzione”.

Anche sull’allentamento di altre restrizioni Locatelli è fiducioso: “Tra qualche settimana potremmo affrontare anche la tematica delle mascherine. Vediamo in funzione dei numeri, ma la fine di febbraio è una possibilità. Vediamo l’evoluzione della curva epidemica nel paese e in base a quello si potrebbe si deciderà se anticipare o posticipare”.

Hans Kluge, direttore dell’Oms Europa, da parte sua dichiara: “Questo contesto, che non abbiamo mai sperimentato finora in questa pandemia, ci dà la possibilità di un lungo periodo di tranquillità. Questo periodo di maggiore protezione può essere considerato come una sorta di tregua che potrebbe portare ad una pace duratura”.

La situazione della pandemia, dopo due anni, sembra quindi sulla via di una tregua, che si spera sia duratura. Molti paesi europei stanno allentando le restrizioni, in alcuni casi abbandonandole quasi del tutto o limitandole ai luoghi chiusi e affollati, passando a una fase endemica pur continuando a monitorare la situazione.

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