
Ucraina, Rampelli (VPC-FDI): “La non violenza non è rinuncia”.
“Non c’è contraddizione tra l’obiettivo della pace e l’aiuto alla popolazione con l’invio di armi”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia intervenendo in aula sul decreto legge disposizioni urgenti sulla crisi in Ucraina. Rampelli a sostegno della sua tesi ha citato un brano di una personalità “lontana dalle mie posizioni politiche”: «Io credo moltissimo nel fatto che negoziare sia non solo opportuno ma assolutamente giusto, ma non bisogna dimenticare che si può trattare solo ed esclusivamente perché da due settimane c'è un popolo che resiste ed è quella resistenza popolare che rende credibile la via delle trattativa».
“Tutti vogliamo arrivare alla pace – ha puntualizzato Rampelli. Ma se non ci fossero oggi i combattenti ucraini a resistere non ci sarebbero le ragioni della trattativa e del negoziato. La pace non è sottomissione – ha aggiunto- la non violenza non è rinuncia.
“Non c’è contraddizione tra l’obiettivo della pace e l’aiuto alla popolazione con l’invio di armi”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia intervenendo in aula sul decreto legge disposizioni urgenti sulla crisi in Ucraina.Rampelli a sostegno della sua tesi ha citato un brano di una personalità “lontana dalle mie posizioni politiche”: «Io credo moltissimo nel fatto che negoziare sia non solo opportuno ma assolutamente giusto, ma non bisogna dimenticare che si può trattare solo ed esclusivamente perché da due settimane c’è un popolo che resiste ed è quella resistenza popolare che rende credibile la via delle trattativa».
Poi proseguendo, il vicepresidente della Camera, ha spiegato come ‘La non violenza sia un’arma micidiale con cui si possono raggiungere risultati ancora più efficaci’.
“La non violenza – afferma Rampelli – è quella di Gandhi. Ma Gandhi non stava zitto, non rinunciava all’azione. Gandhi sarebbe forse arrivato a Kiev, facendo un’occupazione civile, non violenta e pacifica delle città bombardate. Una manifestazione come quella meravigliosa in Calabria contro la spirale d’odio voluta dalla ‘ndrangheta che era arrivata a uccidere magistrati e forze dell’ordine uno dietro l’altro. Quella manifestazione, organizzata da ragazzi diceva: “Ammazzateci tutti”. Ecco fatelo voi pacifisti di tutto il mondo. Andate a Kiev e organizzate una manifestazione non violenta per aiutare il popolo ucraino. Di sicuro è controproducente stare qui a dire che è inutile e dannoso aiutare la ribellione e la resistenza del popolo ucraino. Se non c’è questo tipo di resistenza non può esserci pace”. “A proposito – conclude Rampelli – quel brano è di Luigi Manconi”.
