Caso Pandoro: Ferragni e Ad Balocco indagate per truffa

Caso Pandoro: Ferragni e Ad Balocco indagate per truffa

Chiara Ferragni e l’Amministratrice delegata di Balocco sono indagate per truffa per il caso dei pandori. Decisive nelle indagini alcune mail acquisite dall’Antitrust. L’influencer “Ho fiducia nella magistratura”.

In relazione al caso dei pandori “Pink Christmas” di Balocco, una storia del 2021 di pubblicità ingannevole in materia di beneficenza, l’accusa è passata da frode in commercio a truffa, con una relazione dalla Guardia di finanza appena depositata nella Procura di Milano, nella quale gli inquirenti inseriranno ulteriori allegati per il procuratore aggiunto Eugenio Fusco.

Per quell’accusa la Ferragni, oltre a postare sui suoi social dei video di scuse tardive che le provocarono ulteriori danni all’immagine (Tra cui vari contratti rescissi), considerò il provvedimento di multa da un milione di euro “Sproporzionato e ingiusto. Il mio errore in buona fede è stato legare con la comunicazione una attività commerciale a una di solidarietà. Purtroppo si può sbagliare, mi spiace averlo fatto e mi rendo conto che avrei potuto vigilare meglio. Ma, se la sanzione definitiva dovesse essere inferiore a quella decisa dall’Agcm, la differenza verrà aggiunta al milione di euro” e valutò anche un ricorso all’Antitrust.

La stessa Antitrust che ha ora acquisito una serie di mail interne sulla campagna promozionale del pandoro, poi passate alla Gdf, che hanno portato alla modifica dell’impianto accusatorio nei confronti dell’influencer, che ora potrebbe essere convocata dalla Procura. Indagata anche Alessandra Balocco, Ad dell’azienda piemontese. Entrambe non hanno ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura milanese.

Mentre l’azienda, da parte sua, dichiara che “Emergerà la nostra assoluta buona fede“, le alcune Procure, che hanno già aperto fascicolo simili ma senza ipotesi di reato né indagati, hanno contattato la Procura di Milano annunciando che nei prossimi giorni trasmetteranno gli atti nella sede del capoluogo lombardo.

L’influencer, commentando questa modifica dell’accusa, dichiara: “Sono serena perché ho sempre agito in buona fede e sono certa che ciò emergerà dalle indagini in corso. Ho piena fiducia nell’attività della magistratura e con i miei legali mi sono messa subito a disposizione per collaborare e chiarire ogni dettaglio di quanto accaduto nel più breve tempo possibile. Sono, invece, profondamente turbata per la strumentalizzazione che una parte dei media sta realizzando, anche diffondendo notizie oggettivamente non rispondenti al vero“.

Nell’inchiesta milanese, oltre al caso pandoro e quello delle uova di Pasqua prodotte da Dolci Preziosi, verranno analizzati altri casi di promozione di prodotti con scopi solidali collegati a Chiara Ferragni, tra cui quello recente della bambola Trudi.

 

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