
Russia-Ucraina: Mosca frena sulla tregua, ma Washington preme
La portavoce della casa bianca ottimista sulla tregua di 30 giorni tra Russia e Ucraina, ma il Cremlino frena l’entusiasmo. Putin non si muoverebbe senza garanzie e senza discutere gli accordi. Trump non commenta i colloqui di Gedda ma ammette: “Sanzioni devastanti per la Russia se non accetta la tregua“
Usando metafore legate al gioco del football, la portavoce della Casa bianca, Karoline Leavitt, ha parlato della tregua di 30 giorni tra Mosca e Kyiv: “Invitiamo i russi a sottoscrivere questo piano, è la cosa più vicina alla pace che ci sia stata in questa guerra siamo sulla linea delle dieci iarde (le ultime, in una partita di football, ndr) e il presidente si aspetta che i russi ci aiutino a correre fino alla meta”.

Karoline Leavitt
Ma Mosca frena l’entusiasmo. Già la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, commentando i negoziati a Gedda, ha specificato che la posizione di Mosca su un’eventuale tregua “non avviene all’estero a causa di determinati accordi o degli sforzi di alcune parti, ma avviene all’interno della Federazione Russa, le notizie principali per noi verranno da qui“.

Maria Zakharova
Anche Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, sottolinea che Mosca, prima di muoversi, attende di ricevere dagli USA informazioni più dettagliate sui colloqui avvenuti a Gedda: “in questi giorni abbiamo pianificato anche dei contatti con gli americani, durante i quali contiamo di ricevere informazioni complete“.

Dmitrij Peskov
Peskov aggiunge però che un colloquio tra Donald Trump e Vladimir Putin, se dovesse rendersi necessario, “verrà organizzato molto rapidamente. li attuali canali di dialogo con gli americani consentono di farlo in tempi abbastanza brevi“.
Anche una fonte russa, rimasta anonima ma vicina al Cremlino, ha dichiarato che Vladimir Putin non accetterebbe a tale tregua senza avere garanzie e senza discuterne i termini: “Putin ha una posizione forte perché la Russia sta avanzando” conclude la fonte.

Donald Trump
Su questi colloqui a Gedda il presidente americano non ha rilasciato commenti, ma ha specificato che eventuali ritorsioni finanziarie contro la Russia “potrebbero essere devastanti” per il Cremlino, per poi aggiungere che “Bush, Obama e Biden hanno rinunciato alla Georgia e alla Crimea” al contrario di lui che “sta facendo di più“.
