
Norma “Anti maranza”. Via libera del Cdm
Il Cdm approva una modifica del Codice penale relativa all’imputabilità dei minorenni colpevoli di reati. Meloni: “Chi sbaglia deve rispondere”
Approvato dal Consiglio dei ministri un disegno di legge in tre articoli che punta a contrastare i fenomeni criminali legati ai minorenni e alle baby gang, che prevede un intervento all’articolo 98 del Codice penale, e introduce una presunzione relativa di capacità di intendere e di volere per i minorenni che, al momento del reato, abbiano compiuto 14 anni, e non 18.

In sostanza la legge, fortemente voluta anche da Forza Italia e Lega, punta a invertire l’onere della prova e ha l’effetto di rendere imputabili anche i minorenni, avvicinandoli alle leggi previste per i maggiorenni che commettono reato.
Al momento, infatti, l’imputabilità per i minorenni non scatta in automatico, ma solo se viene verificata la loro capacità di intendere e di volere al momento del reato. Con la nuova legge, il Governo punta invece a renderla automatica, con l’incapacità di intendere e di volere che andrà dimostrata caso per caso.

Come ha dichiarato Giorgia Meloni: “La fermezza senza alternative non basta, ma le alternative senza fermezza non risolvono il problema. È chiaro, la norma da sola non risolve il problema, né quando si parla di giovanissimi si può ragionare solo sul piano della repressione. Questo provvedimento è un tassello in un percorso molto più difficile e spesso silenzioso. Perché un ragazzo di 15-16 anni che diventa violento e commette reati quasi mai ci arriva da solo. Molto spesso c’è una famiglia che lo ha dimenticato, una scuola che ha perso i contatti, un quartiere dove la sera non c’è nulla, un adulto che ha approfittato del vuoto. Riempire quel vuoto richiede molto lavoro, sostegno alle famiglie, scuola, formazione, lavoro, centro sportivi, spazi di aggregazione, lotta al degrado, presidi nelle aree più difficili e noi stiamo lavorando su tutti questi fronti, tutto si tiene insieme“.

Angelo Bonelli
Contraria la reazione di Angelo Bonelli, parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde: “Dopo sei decreti sicurezza e il decreto Caivano, il governo ammette che la criminalità minorile è aumentata. È la prova del fallimento delle politiche della destra: più propaganda, più repressione, meno sicurezza. Invece di investire nella scuola, negli educatori, nei servizi sociali, nella salute mentale, nei centri culturali e sportivi delle periferie Meloni e Nordio scelgono di rispondere al disagio giovanile con il carcere e con una deriva autoritaria che sostituisce la prevenzione con il sospetto e le politiche sociali con il diritto penale. La sicurezza si costruisce offrendo opportunità, non riempiendo le carceri di ragazzi. Senza una grande politica per l’istruzione, la cultura, lo sport e l’inclusione sociale, il carcere rischia di trasformarsi in una scuola di criminalità, dove si preparano i boss di domani invece di recuperare i cittadini di domani. La destra trasforma i giovani nel capro espiatorio del proprio fallimento“.
