
La Lamorgese se la prende con i giovani ma fa entrare gli immigrati
Il governo giallo-fucsia si lamenta del ritorno di una probabile seconda ondata di Coronavirus-19, ma allo stesso tempo fa entrare ogni giorno centinaia di immigrati che risultano essere positivi al virus. Alquanto strano se non contraddittorio no?
Le incongruenze di questo governo oramai potrebbero essere raccontate nelle barzellette di Pierino. Il ministro dell’interno Lamorgese accusa i giovani di poter contribuire al contagio e quindi ad una possibile seconda ondata di Covid-19, però dovrebbe predicare bene e razzolare di conseguenza dato che diversi immigrati provenienti dall’Africa del Nord hanno causato diversi focolai in varie zona d’Italia, dato che sono scappati da tutti i centri d’accoglienza di Lampedusa.
Si ribadisce che tutti i casi di positività al virus che vengono continuamente citati dai terroristi psicologici e da testate filo-Conte come “Huffpost” oppure “Fanpage”sono asintomatici e quindi stando alle dichiarazioni dell’OMS non contagiosi e di conseguenza non pericolosi dal punto di vista sanitario. Infatti in Italia potrebbero esserci milioni di positivi inconsapevoli della loro condizione, perché non hanno fatto il tampone ma se fossero vere le tesi di questi giornali mainstream allora in questo momento saremmo morti tutti, visto che tengono a trattare il Coronavirus come letale quando realmente ha un indice di mortalità inferiore rispetto ad un’influenza stagionale (0,2%-0,3%).
Sopratutto ma perché le regole sanitarie valgono solamente per i poveri italiani a cui sono state tolte libertà costituzionali, lavoro ed economia e non valgono per gli immigrati, le risorse del Ministro di Italia Viva Teresa Bellanova, schiavizzati in campi agricoli e strutture edili e altri responsabili di violenze sessuali, fisiche e problemi di ordine pubblico. Ci auguriamo tutti che questo esecutivo filo-Sorosiano e anti-italiano si dimetta al più presto, in quanto hanno il preciso intento di distruggere l’Italia senza alcuna vergogna e ritegno.
