Lo Yen si rivaluta alla faccia del debito pubblico

Oramai sono anni che i governi di centro-sinistra nel pieno del loro asservimento ai poteri forti si dedicano ad imbrogliare il popolo con la “storiella” del debito pubblico. Stessa cantilena che continua a ripetere l’attuale Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio, il quale nasconde le sue evidenti mancanze sul piano della sua scarna gestione politica assieme a Giuseppe Conte e i compagni di merende.

Si dovrebbe chiedere al Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri il perché del Giappone, nazione che fa continuamente deficit e non è assoggettata dal vincolo di pareggio di bilancio è una delle prime al mondo per ricchezza economica. Nonostante l’emergenza Coronavirus, la Bank of Japan ha avuto uno stimolo monetario impressionante rispetto agli altri paesi. Sicuramente la rivalutazione dello Yen sul dollaro non è dovuta quindi ad una politica monetaria timida, e la Bank of Japan ha fatto il suo dovere come ampliamento della base monetaria. 

La Bank of Japan ha dato un target di rendimento 0 per i titoli di stato a 10 anni e di -0,1% per quelli più brevi. Questi obiettivi vogliono evitare sia tassi positivi, quindi difficoltà di rifinanziamento del debito pubblico (il Giappone non ha nessuno che tenta di usarlo come specchio per allodole), sia eccessivamente negativi e quindi tali da mettere il crisi il settore creditizio e le mega banche.

Questo è quello che sta accadendo ora. di fronte alle prospettive inflattive della FED la Bank of Japan si trova bloccata dalla politica di controllo della curva dei tassi, non può seguire la FED e quindi non può cercare di far seguire allo Yen il Dollaro. Il risultato è la rivalutazione dello Yen, anche contro i desideri della Bank of Japan e, soprattutto, del governo giapponese che rischia di veder colpito l’export.

 

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