La nave Mar Ionio sequestrata a Lampedusa. Si procede per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

La nave Mar Ionio sequestrata a Lampedusa. Si procede per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Sequestrata a Lampedusa la nave Mar Ionio con a bordo 49 migranti. La procura di Agrigento indaga l'equipaggio per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

Di Alessandra Pontecorvo

A 24 ore dalla richiesta di non autorizzazione a procedere del Ministro Salvini sul caso Diciotti che verrà discussa domani in Senato, un’altra tegola rischia di abbattersi sul titolare del Viminale.
In queste ore una la nave Mare Ionio della ONG Mediterranea Saving Humans, con a bordo 49 migranti di cui 12 minorenni, battente bandiera italiana, ha raggiunto il largo di Lampedusa ed è ferma in un punto di fonda concesso dalla Guardia Costiera ma, in linea con la decisione presa a settembre dal governo di non far sbarcare immigrati clandestini sul suolo italiano, le è stato impedito l’attracco.
Diversi sono i nodi da sciogliere in questa vicenda. Per i responsabili della ONG e per il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, il mancato attracco in base alla direttiva del Ministero dell’Interno di chiudere i porti italiani alle navi che trasportano migranti, non dovrebbe applicarsi alla nave Mare Ionio in quanto battente bandiera italiana e che quindi, a loro dire, avrebbe “diritto” di entrare in un porto italiano. E in linea teorica potrebbero anche avere ragione, se non fosse che a quanto si apprende dalle agenzie di stampa, secondo portavoce della Marina libica, l’ammiraglio Ayob Amr Ghasem, la nave Mare Ionio avrebbe agito scorrettamente nel salvataggio dei migranti. Parrebbe infatti che a seguito di una segnalazione di un gommone in avaria, una pattuglia della guardia costiera libica si sia portata nell’area della segnalazione e solo in quel momento abbia «scoperto che una ONG non aveva preso contatto» con la Guardia costiera libica – ha dichiarato Ghasem all’agenzia ANSA. Secondo il portavoce infatti la nave Mare Ionio «Ha preso contatto dopo» l’intervento «e ha sostenuto che i migranti erano in una condizione che necessitava un salvataggio» ma «ciò é scorretto», ha sostenuto Ghasem. La Mare Ionio «é arrivata all’imbarcazione prima di noi», ha detto ancora il portavoce della Marina che controlla anche la Guardia costiera libica. «Abbiamo preferito non intervenire in quanto avevano già avviato l’operazione di salvataggio» e si temeva per l’incolumità dei migranti.
Le operazioni di salvataggio sarebbero quindi avvenute contravvenendo alla prassi per la quale le navi ONG che agiscono in acque straniere devono comunicare il proprio intervento alle autorità competenti.
Inoltre il trasbordo dei migranti dal mezzo in avaria alla nave, sarebbe avvenuto a largo della Libia e quindi sarebbe stato molto meno rischioso per le operazioni di soccorso fare rotta verso la Libia o la Tunisia e non verso l’Italia.
Al momento dell’ingresso in acque italiane la Guardia di Finanza ha intimato per due volte l’alt e lo spegnimento dei motori all’imbarcazione che ha disatteso gli ordini paventato un grave pericolo di vita dei passeggeri e dell’equipaggio a causa del mare mosso. Una volta giunti al punto di fonda la GdF è salita sull’imbarcazione per sincerarsi delle condizioni della nave stessa e dei migranti che sono stati trovati “provati ma non in gravi condizioni” eccetto uno che a causa di una sospetta polmonite è stato accompagnato in ospedale.
Il Ministro Salvini resta fermo sulle sue posizioni: “i porti sono e restano chiusi” ha dichiarato in un tweet per commentare la vicenda per poi, una volta conosciuti i dettagli, ai microfoni di Sky Tg24 rincarare la dose: “Questa è la nave dei centri sociali. A nome di questa nave sta parlando Luca Casarini, invito tutti a guardare la scheda dei suoi precedenti penali. Ci sono altri esponenti di sinistra e ultrasinistra a bordo della nave e stanno sostanzialmente commettendo reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Hanno raccolto questi immigrati in acque libiche, stava intervenendo una motovedetta libica, non hanno obbedito a nessuna indicazione. Hanno autonomamente deciso di dirigere verso l’Italia per motivi esclusivamente politici. Ora se uno Stato esiste e se le leggi esistono e i confini esistono, non è una nave capitanata da due tizi dei centri sociali a decidere tutto”. Salvini considera l’operazione della ONG «favoreggiamento dell’immigrazione clandestina» e assicura: «In Italia con il mio permesso non mettono piede». «Se un cittadino forza un posto di blocco stradale di Polizia o Carabinieri, viene arrestato. Conto che questo accada». La Procura della Repubblica di Agrigento ha, infatti, aperto un fascicolo d’inchiesta per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina che al momento è a carico di ignoti.
Intanto, in vista anche della delicata giornata di domani, sono intervenuti sulla vicenda anche il premier Conte e il Vice premier Di Maio, entrambi scONGiurando il rischio di un nuovo caso Diciotti. Il Presidente Conte parlando alla Camera in vista del Consiglio europeo ha dichiarato che come governo «ci stiamo battendo perché la regolazione dei flussi migratori sia affrontata in maniera strutturale: pregherei tutti di non strumentalizzare il singolo caso. Mi batto e mi batterò sempre perché sia la politica dell’immigrazione che la regolazione e la gestione dei flussi migratori sia affrontata in modo strutturale non emergenziale». Sul tema dei migranti – ha proseguito Conte – il governo ha «una chiara linea politica che può piacere o essere opinabile. Diversi indirizzi politici sono stati espressi in passato, noi non possiamo che giudicarli insoddisfacenti: il concetto di accoglienza è diverso da quello di sbarco. Consentire sbarchi indiscriminati senza limiti non equivale a offrire accoglienza». Intervenendo poi in Senato il Prof. Conte ha dichiarato: della vicenda della nave Ionio ci stiamo «occupando con gli uffici dei ministeri competenti. Sono stati evocati interessi fondamentali della persona ma in tutti i casi emergenziali, anche quelli più drammatici e che hanno avuto gli onori delle cronache, noi abbiamo sempre tutelato i diritti fondamentali delle persone, siamo sempre tempestivamente intervenuti per assicurare assistenza. Anche a uno dei migranti della nave Ionio è stata data assistenza».
Ai microfoni di Radio Anch’io, il Ministro Di Maio ha assicurato « che non ci sarà un nuovo caso Diciotti», sottolineando che «la priorità è il salvataggio delle persone». «Ci risultano diverse irregolarità: la ONG che è italiana ha agito senza aver ascoltato gli ordini della Guardia Costiera libica, andando contro questi ordini», ha poi aggiunto. «Ora vogliamo capire cosa ha combinato questa nave in Mediterraneo. Prima di tutto verifichiamo la legalità e ovviamente mettiamo in sicurezza le vite umane. Comunque – conclude – siamo in costante contatto sia con il Premier sia con il ministro dell’Interno».
Ma cos’è Mare Ionio e cosa Mediterranea Saving Humans?
Abbiamo già detto di come il capo missione della nave Mare Ionio sia Luca Casarini, ex leader dei disobbedienti del G8 di Genola. Ma cosa ci fa un ex militante dei centri sociali a capo di una missione umanitaria? E’ presto detto. La Nave Mare Ionio, una nave lunga 37 metri e larga 9 che può tenere a bordo un centinaio di persone, è il centro di un progetto nato intorno al mese di luglio quando il governo Lega-M5S ha cominciato a chiudere i porti alle navi delle ONG e a cambiare il modo in cui era stato interpretato fino a quel momento il concetto di “porto sicuro”. Il progetto è stato appoggiato da diverse organizzazioni –tra le altre: Arci, Ya Basta Bologna, il magazine online I Diavoli, imprese sociali come Moltivolti di Palermo– e da alcune ONG straniere, come la tedesca Sea-Watch. I garanti dell’operazione – che è stata possibile grazie a un prestito erogato da Banca Etica per 465mila euro e ad altri 70mila euro raccolti con un crowdfunding – sono Nicola Fratoianni (segretario di Sinistra Italiana, eletto deputato con Liberi e Uguali), Rossella Muroni (ex presidente di Legambiente, deputata di Liberi e Uguali), Erasmo Palazzotto (deputato di Liberi e Uguali) e Nichi Vendola (ex presidente della Puglia e fondatore di SEL).
Lo scorso ottobre, la nave Mare Ionio, insieme ad altre due imbarcazioni di appoggio con a bordo attivisti e giornalisti, sono salpate dal porto di Augusta per fare rotta verso le coste libiche. Nonostante non siano totalmente chiari gli obiettivi del progetto, e nonostante la nave Mare Ionio non presenti ottime caratteristiche di stabilità tali da indurre a pensare che l’obiettivo primario sia il soccorso in mare, sembra essere proprio questo quello a cui puntano i promotori dell’iniziativa. Il deputato Erasmo Palazzotto, uno dei garanti del progetto, ha detto riferendosi alla politica di chiusura dei porti alle ONG inaugurata dall’attuale governo: «La bandiera italiana ci dovrebbe permettere di entrare nei porti italiani, è un escamotage del diritto per riaprire i porti italiani».
Questa è stata la prima azione di salvataggio compiuta dalla ONG Mediterranea in acque internazionali. Se consideriamo i promotori del progetto, il capo missione della nave Mare Ionio e la concomitanza con il voto di domani sul caso Diciotti, non farsi qualche domanda sarebbe davvero da sprovveduti.

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