Benno Neumair arrestato: Accusato di aver ucciso i suoi genitori a Bolzano

Benno Neumair arrestato: Accusato di aver ucciso i suoi genitori a Bolzano

Il legale: “Non c’è stata alcuna confessione”

Il figlio di Laura Perselli e Peter Neumair, la coppia sparita lo scorso 4 gennaio, è stato arrestato, in attesa della convalida del fermo. Si è presentato lui nella caserma dei carabinieri questa notte dopo che i suoi avvocati hanno saputo del provvedimento di fermo emesso dalla Procura, ma non si è costituito autonomamente.

Tutto è avvenuto nella serata di giovedì 28 gennaio. La Procura aveva preparato un provvedimento di fermo raccogliendo tutti gli elementi a carico del giovane e si stava preparando alla notifica. Probabilmente lo avrebbe fatto il giorno successivo. I difensori ne sono venuti a conoscenza e contestualmente hanno provveduto a portare Benno nella caserma dei carabinieri.
“Ma non c’è stata alcuna confessione”, precisa l’avvocato Moccia, che era amico dei due coniugi. “Assolutamente, Benno non ha confessato”.

Benno non si è costituito autonomamente. Lo ha fatto solo perché sapeva che i carabinieri sarebbero andati a prenderlo. Il fatto che non abbia confessato, come sostiene il suo difensore, dimostra che il ragazzo non si arrende. E continua nella linea che ha seguito in queste settimane.

Adesso si trova in carcere, in attesa dell’esame da parte del giudice delle indagini preliminari delle prove contenute in provvedimento di una cinquantina di pagine scritto dalla Procura.

“C’è stata l’emissione di un provvedimento da parte della Procura della Repubblica. L’abbiamo saputo e ci siamo presentati”. L’avvocato Flavio Moccia, che assieme al collega Angelo Polo assiste Benno Neumaier, conferma le modalità che hanno portato al fermo del trentenne figlio della coppia scomparsa a Bolzano il 4 gennaio scorso.

Adesso è formalmente accusato di duplice omicidio volontario, aggravato dal legame di parentale con le vittime, e di occultamento di cadavere. Anche se i due corpi non sono stati ancora trovati nell’Adige, dove le indagini sono iniziate da più di tre settimane. Ieri, i vigili del fuoco, su disposizione degli inquirenti, hanno simulato la caduta di un corpo a peso morto dal ponte di Vadena, all’altezza della discarica, ipotizzando che proprio in quel punto l’indagato Benno Neumair possa aver gettato nel fiume Adige i suoi genitori. Un manichino zavorrato, cioè dal peso di una persona adulta, è stato fatto cadere nel fiume, in modo da osservare per quanti metri possa venire trasportato dalla corrente

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