Campania e migranti: tesoriere Pd arrestato. Sospeso dal partito

Campania e migranti: tesoriere Pd arrestato. Sospeso dal partito

Arrestato e messo ai domiciliari Nicola Salvati, ex tesoriere e commercialista del Partito democratico in Campania: “Aggiustava documenti falsi”. I migranti pagavano fino a 7 mila euro per un permesso di soggiorno. L’inchiesta della Procura di Salerno: “Coinvolgimento stabile e duraturo”. Il partito lo ha sospeso.

Nell’inchiesta della procura di Salerno che coinvolge decine di indagati con accuse di corruzione, associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, falso in atto pubblico e auto riciclaggio è stato arrestato e messo ai domiciliari anche Nicola Salvati, tesoriere regionale del Pd della Campania.

Nicola Salvati

Come rende noto Antonio Misiani, commissario democratico campano, il Pd ha subito provveduto a sospendere Salvati dal suo incarico, per sostituirlo con il tesoriere nazionale Michele Fina.

Scrive Misiani in una nota: “In relazione all’inchiesta condotta dalla Procura Distrettuale di Salerno che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti di 31 persone, il PD Campania comunica che il dott. Nicola Salvati, coinvolto nell’inchiesta in relazione alla sua attività professionale, ai sensi dello Statuto e del Codice etico del PD e facendo salvo il principio di presunzione di innocenza, è stato cautelativamente sospeso dall’anagrafe degli iscritti del PD e sollevato dal suo incarico di Tesoriere del PD Campania”.

Antonio Misiani

Dalle indagini, che coinvolgono almeno 2mila pratiche, emerge che gli extracomunitari erano disposti a pagare fino a 7mila euro per ottenere un valido titolo d’ingresso o di soggiorno in Italia. Ma non è tanto la quantità sproporzionata di domande di permessi di lavoro arrivate dalla Campania ad aver insospettito gli inquirenti, quanto la presenza del “collegamento di un sodalizio criminoso del territorio calabrese, dedito a favorire l’immigrazione clandestina, con soggetti operanti anche nelle province di Salerno e Napoli”.

L’associazione a delinquere, per i magistrati, avrebbe costituito, organizzato e alimentato un intero sistema dedicato all’ingresso o alla permanenza illegale di cittadini stranieri extracomunitari nell’ambito dei click days (i giorni in cui possono essere presentate a livello nazionale le domande), con la complicità di varie persone. A guidare l’organizzazione, spiegano gli inquirenti, l’ideatore e promotore del sodalizio, Raffaele Nappi.

Nell’ordinanza si legge infatti che “Nappi confermava nuovamente di aver raccontato a più riprese ai Salvati sia il fatto che lui facesse delle false pratiche per i flussi degli immigrati, sia il fatto che lui portava i soldi così illecitamente ottenuti a Catello Cascone (altro indagato, ndr), al fine di riciclarli, proprio nelle varie occasioni in cui egli aveva chiesto allo studio Cascone di emettere per conto dell’Arfedi (azienda di Nappi, ndr) le false fatture a copertura. Infine, ricordava che il contratto di affitto di terreno intestato a nome di D. G. R., di cui egli aveva parlato con Salvati Nicola nel corso di un’intercettazione, era effettivamente un contratto falso, che gli era servito solo per inoltrare le istanze fittizie di nullaosta e/o emersione”.

Nicola e Giuseppe Salvati, da parte loro, avrebbero avuto il compito di “formare o aggiustare la falsa documentazione necessaria per la presentazione e/o il buon esito delle istanze o comunque di fornire indicazioni al fine di farla correggere ai datori di lavoro direttamente interessati, nonché di predisporre false fatture”.

 

Categorie
TAGS
Condividi

Commenti

WordPress (0)