
Piccolo Eitan, il nonno chiede il suo ritorno in Israele
Il piccolo Eitan, il bambino di 6 anni, unico sopravvissuto alla strage del Mottarone, al centro di una vicenda giudizia che vede da un lato la zia e dall'altro il nonno, dopo aver perso gli altri membri della famiglia
Non c’è pace per il piccolo Eitan, il bimbo di soli 6 anni sopravvissuto alla strage di Stresa, avvenuta lo scorso 23 Maggio quando la fune della funivia Stresa-Mottarone ha ceduto provocando la morte di 15 persone che si trovavano all’interno, tra cui il suo fratellino, i suoi genitori e i suoi bisnonni e che pochi giorni fa è stato rapito dai suoi nonni.
Pochi mesi fa, la zia paterna, attualmente affidataria del piccolo, aveva dato l’allarme non avendolo visto rientrare a casa dopo una visita concordata tra le due famiglie. Il piccolo Eitan sarebbe stato preso e portato con un volo privato in Israele dal nonno materno, indagato per sequestro aggravato di persona, che in quei giorni si trovava in Italia.
La vicenda del piccolo Eitan
Il giudice, il 25 Ottobre aveva riconosciuto le ragioni della zia, stabilendo che il bambino dovesse fare ritorno in Italia. Il nonno materno pochi giorni fa ha presentato ricordo alla Corte Distrettuale di Tel Aviv, che in precedenza aveva dato ragione alla zia, ribadendo che “la sentenza non ha tenuto conto delle circostanze eccezionali alle quali si trovava “denunciando le azioni unilaterali della zia che, come si legge nel documento, ” con astuzia ha agito alle spalle della famiglia Peleg mentre era a lutto per ottenere la tutela di Eitan. Anche negli ultimi giorni ha continuato a violare in modo smaccato l’intese temporanee relative al soggiorno di Eitan tra le due famiglie in Israele e così ha dimostrato di preferire il proprio interesse a quello di Eitan”. Secondo gli avvocati di Shmuel Peleg “non c’è motivo che il dibattito sulla vita futura di Eitan, si tenga in Italia. Si è creata l’impressione che chi insiste perchè ciò avvenga sia mosso da motivi estranei”.
