
Saman: in corso al Tribunale di Reggio Emilia incidente probatorio per il fratello minorenne
Inquirenti e investigatori ipotizzano che Saman sia stata uccisa e il corpo sotterrato. Indagati per omicidio sono i genitori della 18enne, lo zio e due cugini di cui uno arrestato che peraltro dovrebbe assistere in collegamento dal carcere, questa mattina, all'incidente probatorio.
È in corso al tribunale di Reggio Emilia l’incidente probatorio per il fratello 16enne di Saman Abbas, la ragazza pachistana scomparsa da un mese e mezzo da Novellara dopo aver detto no a un matrimonio islamico in patria.
Inquirenti e investigatori ipotizzano che Saman sia stata uccisa e il corpo sotterrato. Indagati per omicidio sono i genitori della 18enne, lo zio e due cugini di cui uno arrestato che peraltro dovrebbe assistere in collegamento dal carcere, questa mattina, all’incidente probatorio. Lo zio Danish è ritenuto l’esecutore materiale del ‘delitto d’onore’ insieme all’altro cugino 35enne, Nomanhulaq. Entrambi sono ricercati in mezza Europa, dove si crede si nascondano. I tre appaiono nel video ripreso dalle telecamere di videosorveglianza fuori dalla casa di Novellara dove vivevano e lavoravano gli Abbas, mentre con pale, piede di porco e secchio si dirigono il 29 aprile scorso, nei campi.
I carabinieri che seguono le indagini, sono convinti che stessero scavando la buca per occultare il cadavere, il giorno prima della presunta uccisione avvenuta tra il 30 aprile e il primo maggio. Del corpo della ragazza però, nonostante le ricerche incessanti con sofisticati strumenti e cani molecolari nellecampagne e tra le serre del casolare nella bassa Reggiana, non vi è per ora ancora alcuna traccia. Così come sono latitanti anche i genitori di Saman.
Il padre Shabbar, 46 anni e la madre Nazia Shaheen, si sono rifugiati in Pakistan dove sono partiti con un biglietto di sola andata il primo maggio da Milano Malpensa per Lahore (abitano in un villaggio rurale nella zona del Punjab, vicino Mandi Bahuaddin), come testimoniano le liste d’imbarco e le telecamere al gate dell’aeroporto
