Il neo governo Draghi in tempesta fra nuovo lockdown e rivolte delle associazioni dei commercianti

Il neo governo Draghi in tempesta fra nuovo lockdown e rivolte delle associazioni dei commercianti

il nuovo governo presieduto da Mario Draghi si trova a dover gestire il lasciti e la pesante eredità del governo precedente guidato da Giuseppe Conte. Lo spettro di un altro lockdown e la rabbia e le rivolte delle associazioni dei commercianti ostacolano l'inizio del percorso dell'esecutivo, fra attese e disperazione di tanti italiani ormai ridotti alla fame

Dopo tre giorni dal suo insediamento, il nuovo esecutivo con a capo Mario Draghi, si trova già alle prese con rogne e lasciti avuti in eredità dal suo predecessore Giuseppe Conte, ora disoccupato senza un’aspettativa di ampio raggio se non quella di tornare in quel di Firenze ad insegnare diritto privato. Ieri in una intervista, il consulente del ministero della sanità, Francesco Ricciardi, in una delle sue uscite cui ha abituato e stancato molti italiani, ha riproposto la possibilità di un nuovo lockdown per alcune settimane, in quanto a suo dire il virus con la variante inglese può tornare a diffondersi fra la popolazione. Sempre ieri, il premier Mario Draghi ha sottolineato di continuare nel solco già tracciato dal governo precedente nella lotta al virus, prediligendo la linea dura nella lotta del covid-19. Le “gufate” di Ricciardi, ex figurante nei film di Mario Merola, hanno provocato dure e comprensibili reazioni di esponenti del centrodestra, con in testa Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, e suscitato una forte ondata di indignazione nella categoria degli albergatori e ristoratori, già duramente colpiti nel corso dell’anno trascorso. In particolare la chiusura di tutti gli impianti sciistici fino al 5 marzo, ha provocato la reazione dei titolari di questi impianti che vedono andare in fumo il fatturato di un’intera stagione. Se a questo aggiungiamo lo spettro delle tasse e il pressing che sta facendo l’agenzia delle entrate su molti contribuenti italiani, il quadro che ne emerge è a dir poco allarmante, e senza aiuti veramente forti interi settori dell’economia italiano spariranno. O il governo Draghi riesce a dare una soluzione che faccia intravedere uno spiraglio di luce e quindi l’uscita dal tunnel, o il presidente Sergio Mattarella si metta una buona volta in testa di mandare gli italiani a nuove elezioni, per fare uscire dalle urne e non dai giochi di palazzo, un governo in gradi di far rinascere il paese.

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