Eitan: gli zii si stanno organizzando per recarsi in Israele. Le indagini in mano all’Unità speciale 433 israeliana

Mentre Salvini accusa il Pd di aver ostacolato il riconoscimento di una legge contro il sequestro di minori, gli zii di Eitan Biran, unico sopravvissuto al crollo della funivia a Mottarone, si stanno organizzando per recarsi in Israele, dove il bambino è stato portato dal nonno materno, ora ai domiciliari.

La storia iniziò il 23 maggio di quest’anno, quando un incidente sulla funivia Stresa-Alpino-Mottarone provocò 14 morti e un unico sopravvissuto, quel bambino di sei anni con doppia cittadinanza, italiana e israeliana.

In seguito, i tribunali di Torino e di Pavia confermarono la tutela legale alla zia paterna, Aya Biran-Nirko, in vista del procedimento sull’affidamento, mentre il resto del ramo materno della famiglia (nell’incidente morirono anche i genitori, il fratello e i nonni materni di Eitan) avviava delle regolari procedure di adozione “Affinché cresca in Israele, così come ardentemente desiderava sua madre, Tali

Dimesso dall’ospedale Regina Margherita di Torino, Eitan è poi andato a vivere nella casa degli zii, a Pavia. Tutto questo fino all’11 settembre scorso, quando il nonno materno, Shmuel Peleg, ex dipendente della El Al Israel Airlines, si è servito di un jet privato per portare il nipote in Israele, e da lì nella sua casa Petah Tikva, non lontana da Tel Aviv. Sottraendolo così illegalmente alla tutela della zia.

Mentre dalla Procura di Pavia partiva un’indagine per sequestro di persona aggravato nei suoi confronti, Shmuel Peleg, che tra l’altro contrariamente agli ordini del giudice aveva trattenuto il passaporto di Eitan, veniva interrogato anche dall’Unità speciale 433 (l’equivalente israeliano dell’FBI).
Privato del passaporto e messo ai domiciliari, Peleg ha sempre sostenuto che dal 10 agosto non ha più saputo nulla di eventuali divieti di espatrio e in generale di tutti i procedimenti riguardanti il nipote. Una tesi, questa, che i legali dell’uomo portano avanti grazie a un documento in cui Michela Finucci, giudice tutelare di Pavia, dopo aver rigettato la richiesta di affidamento di Peleg ha invitato la zia Aya a pretendere dall’uomo la consegna del bambino e del suo passaporto entro fine agosto.

Tra l’altro vale la pena di leggere meglio l’atto giudiziario emesso dall’AGI (Avvocati giuslavoristi italiani): “Ritenuto quindi meno l’interesse di Samuel Peleg e di Esther Cohen a rimanere inseriti nel presente procedimento ed avere accesso agli atti esperiti successivamente al deposito telematico di detto procedimento, il giudice manda alla cancelleria perché compia quanto necessario al fine di non mantenere più inserite nel procedimento le parti indicate”. Quindi, secondo i legali, Peleg si trovava nella posizione di non poter più sapere nulla sui procedimenti riguardanti il nipote.

In tutto questo è indagata anche la nonna materna, Esther Cohen Peleg, già accusata di complicità nel rapimento nei giorni passati dallo zio di Eitan, Or Nirko. Tra l’altro, secondo l’uomo, il sequestro sarebbe legato a discussioni sull’educazione religiosa da impartire al bambino, e parla anche di personaggi ambigui che si sarebbero avvicinati in passato: “Nel corso di una visita precedente Eitan è stato tenuto per due ore e mezza dentro la macchina della nonna materna e interrogato da una persona sconosciuta, che diceva che il suo lavoro è cambiare i baffì”.

Da parte sua Shmuel Peleg si difende affermando di aver agito sull’impulso del momento, dichiarazione che contrasta con la sua pianificazione nel noleggiare un’automobile per raggiungere l’aeroporto e ottenere un jet privato.

Stiamo seguendo le famiglie, non posso entrare nei dettagli, ma posso garantire che Israele è uno Stato di diritto che si sta occupando di questa vicenda. Israele non è una giungla. La mia speranza è che si trovi una soluzione che faccia stare bene tutti e specialmente Eitan: ha sofferto già troppo” ha dichiarato l’ambasciatore israeliano in Italia, Dror Eydar, per il quale questa storia è stata “Il momento più duro del mio incarico da diplomatico. Il pensiero del piccolo Eitan rimasto solo, unico a sopravvivere e senza i genitori, mi ha scosso profondamente“.

Aya Biran e Or NIrko si stanno organizzando per recarsi in Israele, ma non hanno comunicato una data precisa per timore di ritrovarsi circondati da cronisti. Passata la rabbia dei primi giorni, cercano ora un punto d’incontro con il ramo materno della famiglia di Eitan che, va detto, sin dal suo arrivo a Tel Aviv ha reagito bene ed è stato sottoposto alle migliori cure, dal momento che è ancora in fisioterapia a causa dell’incidente.

“Che ci si faccia scappare, con un sequestro, un bimbo che ha sofferto e che ha perso i genitori è veramente assurdo. È evidente che in Italia ci sia un problema di sicurezza e di controlli“, così ha poi commentato Matteo Salvini, che ha anche accusato il Pd di aver fermato un disegno di legge, proposto dalla Lega, contro la sottrazione di minori. Parliamo del provvedimento a prima firma del senatore Roberto Pillon presentato a Palazzo Madama a ottobre del 2018, che chiedeva l’abrogazione degli articoli 574 e 574-bis del codice penale e l’aggiunta dell’articolo 605-bis.

 

 

 

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