
Morte Naval’nyj. Londra accusa: “Ucciso con il veleno di una rana”
Per il Foreign office britannico Aleksej Anatol’evic Naval’nyj è stato ucciso con una neurotossina ricavata da una rana. Per cinque paesi europei il Cremlino “Aveva i mezzi, il movente e l’opportunità di somministrargli questo veleno”.
Due anni anni fa l’attivista e blogger Aleksej Anatol’evic Naval’nyj, tra i più famosi oppositori di Vladimir Putin, morì in una colonia penale dell’Artico. L’annuncio venne dato nel corso di una conferenza a Monaco. Ieri, durante il nuovo summit sulla Sicurezza, il Foreign Office britannico ha sottolineato i motivi della morte del dissidente russo: sarebbe stato avvelenato con epibatidina, una neurotossina tra le più letali e rare al mondo.

Aleksej Anatol’evic Naval’nyj
Ora cinque paesi europei accusano il Cremlino della morte di Naval’nyj e, basandosi “sull’analisi dei campioni” presenti sul corpo dell’oppositore di Putin, dichiarano che la Russia “Aveva i mezzi, il movente e l’opportunità di somministrargli questo veleno“.
Ricordiamo che Naval’nyj era detenuto nel carcere siberiano con la condanna a 19 anni per mai del tutto specificate accuse di estremismo, da più parti considerate come inventate e infondate. Già quattro anni prima della sua morte, nel 2020, era stato ricoverato a Berlino per un avvelenamento da novichok, una tossina nervina di genere militare, che aveva contratto in Siberia e per il quale vennero sospettati i servizi segreti del Cremlino.

Dmitrij Peskov
La vedova Yulia Navalnaya, alla notizia dell’accusa europea, ha commentato: “Certo, non è una novità che Putin sia un assassino. Ma ora abbiamo un’altra prova diretta“. Da parte sua la Russia, tramite il portavoce Dmitry Peskov, respinge le accuse dei cinque paesi europei, definendole come “prive di fondamento“.
