
Tensione nei Municipi di Roma: a Ostia si incatenano due giovani democratici
Dopo aver incontrato il coordinatore della segreteria nazionale Marco Meloni, i ragazzi - tra cui i due eletti al municipio X Raffaele Biondo e Margherita Welyam – hanno lasciato la sede nazionale del Partito Democratico solo dopo aver avuto rassicurazioni che mercoledì mattina saranno ricevuti dal segretario Enrico Letta.
E’ scontro nel centrosinistra di Roma per la composizione di alcune giunte municipali. In tre Municipi, passati di recente al centrosinistra, si sono registrati alcuni momenti di tensione, seppur con situazioni e dinamiche completamente differenti. In ballo ci sono da un lato posti in Giunta non concessi, perplessità sui nomi scelti e persino l’autoesclusione dalla maggioranza per una questione di posti.
Il caso più eclatante è sicuramente quello di Ostia (Municipio X), dove si è assistito alla protesta di due giovani neoeletti del Partito Democratico che, in disaccordo su alcuni nomi della Giunta guidato dal presidente Mario Falconi, hanno protestato con il proprio partito arrivando a incatenarsi alla sede di Ostia (una delle nomine è poi saltata). In solidarietà altri giovani Dem hanno protestato al Nazareno contro il paternalismo correntizio” del partito territoriale. Dopo aver incontrato il coordinatore della segreteria nazionale Marco Meloni, i ragazzi – tra cui i due eletti al municipio X Raffaele Biondo e Margherita Welyam – hanno lasciato la sede nazionale del Partito Democratico solo dopo aver avuto rassicurazioni che mercoledì mattina saranno ricevuti dal segretario Enrico Letta. Sulla vicenda di Ostia è subito intervenut l’opposizione. “La decisione di affidare un assessorato al marito di una neo assunta in Regione attraverso la famigerata concorsopoli di Allumiere è l'ennesima dimostrazione che il partito del presidente Zingaretti è implicato fino al collo in questa vergognosa vicenda”, ha affermato l’esponente di Fratelli D’Italia, Chiara Colosimo.
Altro Municipio nel caos è il III, quello di piazza Sempione. Qui la Lista Sinistra Civica Ecologista non ha ottenuto un posto nella Giunta guidata dal Presidente Paolo Marchionne. In questo municipio SCE è presente con un consigliere. Tanto che dal coordinamento di Sinistra Civica Ecologista hanno spiegato che si tratta di “una scelta nata senza confronto, una scelta incredibile che ci pone fuori dalla maggioranza consiliare. Non voteremo la fiducia in consiglio. Si vince in coalizione e si governa in coalizione e non con monocolori mascherati.
La scelta del presidente Marchionne è politicamente grave perché ignora e umilia non solo la lista ma anche un presidio storico della sinistra romana come il comitato popolare del Tufello.
Continueremo a fare la mostra parte per tutelare i cittadini del Municipio con il cuore a sinistra. Auguriamo buona fortuna al presidente Marchionne ne avrà bisogno”.
Situazione paradossale e completamente all’opposto delle precedenti quella che si sta vivendo nel Municipio XIII (Aurelio). In questo caso ad aizzare gli animi è stata la lista Aurelio In Comune, cartello composto da Roma Futura di Giovanni Caudo, Verdi, Radicali, associazioni ed esponenti di sinistra e che ha sostenuto la Presidente Sabrina Giuseppetti. Alle recenti elezioni la lista si è piazzata al terzo posto nella coalizione, dietro al Partito Democratico e alla Lista Civica Gualtieri, ottenendo due seggi in consiglio. Lunedì 8 novembre, alla vigilia del primo consiglio municipale, i due consiglieri eletti Lorenzo Ianiro e Maristella Urru, hanno deciso di sedere fuori dalla maggioranza e di autoescludersi dalla Giunta. In una nota parlano di “esclusione dalla giunta e quindi dal governo del territorio”. Di parere opposto la Presidente
Sabrina Giuseppetti che in un comunicato ha spiegato che “chi ha deciso autonomamente di tirarsi fuori dalla maggioranza solo per questioni di deleghe dimostra di non avere a cuore l’interesse pubblico”. In sintesi alla base della protesta ci sarebbe una questione di posti.
L’assessorato e le deleghe proposte non sarebbero andate a genio agli esponenti di Aurelio in Comune, che avrebbero voluto anche l’assessorato alla cultura e la vice presidenza della Giunta. Comportamento che non è passato inosservato ai vertici delle forze che hanno sostenuto Aurelio in Comune tanto che alcuni, come Giovanni Caudo, sembrano aver già aver preso le distanze dai giovani rivoluzionari.
