Roma: manifestazione contro la guerra in Ucraina. Presenti i ministri Orlando e Speranza
Manifestazione per la pace contro gli attacchi in Ucraina. Alla presenza di varie sigle e sindacati, è partita alle 11 di questa mattina da piazza SS Apostoli a Roma. Hanno partecipato anche i ministri Andrea Orlando e Roberto Speranza.

La Rete italiana Pace e Disarmo ha organizzato questa mattina a Roma una manifestazione contro l’aggressione militare della Russia in Ucraina. Aperta al suono della sirena che avvisa di un imminente bombardamento (la stessa che si è sentita più volte nei giorni scorsi a Kyiv) è partita alle 11 da piazza Santissimi Apostoli con migliaia di persone, cittadini italiani e ucraini residenti in Italia, striscioni e bandiere passando a piazza Venezia e da lì proseguire ai Fori Imperiali, per concludersi poi con “Give Peace a Chance” dei Beatles.

Nel proclama ufficiale della manifestazione, la seconda di questi giorni a Roma dopo quella di venerdì al Colosseo, la Rete italiana Pace e Disarmo ha chiesto “Uno stop immediato delle ostilità. Il primo obiettivo deve essere la protezione umanitaria dei civili. Necessarie poi iniziative di demilitarizzazione e disarmo, in particolare nucleare” ed “Esprime la massima solidarietà alle popolazioni coinvolte e sostiene tutti gli sforzi della società civile pacifista in Ucraina e Russia per arrivare ad una cessazione immediata delle ostilità e poi intraprendere una strada di vera Pace e riconciliazione“.

Tra i presenti Roberto Speranza: “Tante persone nel mondo si stanno mobilitando per chiedere lo stop a questo conflitto armato inaccettabile. Pensiamo che al più presto le armi debbano tacere e torni in campo la diplomazia. Abbiamo bisogno di una posizione molto forte in tutti i paesi. La guerra non è mai la soluzione. Il governo italiano ha una posizione molto chiara, naturalmente in linea con tutti i Paesi europei. Lavoriamo per sanzioni molto dure che possano far capire al governo russo che quello che ha fatto è veramente inaccettabile. La domanda che viene dal basso è affinché torni in campo la diplomazia” e Andrea Orlando “Le sanzioni sono uno strumento necessario a colpire chi ha da dato il via a una guerra in maniera unilaterale. Sostegno e solidarietà al popolo ucraino. Si fermino le armi”.
“Siamo in piazza per condannare con forza l’aggressione della Russia a una nazione sovrana, per i diritti umani, per esprimere la solidarietà del mondo del lavoro al popolo ucraino e alla sua comunità in Italia” ha dichiarato anche il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra “Le ostilità vanno immediatamente fermate o l’intero continente rischia di finire nel baratro di una nuova guerra fredda. La pace va costruita con azioni concrete. L’Europa, l’Italia, la comunità internazionale devono parlare con una voce sola per placare le violenze applicando sanzioni esemplari e dando sostegno e accoglienza a una popolazione allo stremo. Con l’Ucraina la Russia ha attaccato l’Europa e i suoi valori. Siamo a un bivio della storia. Non possiamo cedere né concedere nulla alla violenza di chi pensa di poter spostare con i carri armati i confini della democrazia”.
Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini “Considerare la guerra uno strumento normale di regolazione dei conflitti e dei rapporti tra stati e popolazioni è ciò che l’Europa deve evitare. Da questo punto di vista dobbiamo cogliere quello che c’è di positivo in mobilitazioni, come quella di quest’oggi, per consolidare i valori democratici attorno all’Europa affinché propositi diversi convergano verso un fine comune, di sostegno e solidarietà. Non possiamo però non considerare i problemi non risolti: dal ruolo della Nato, alla questione delle minoranze e popolazioni non integrate, agli interessi delle singole nazioni”.
Nella Rete della Pace sono integrate varie sigle e associazioni, tra cui Acli, Agesci, l’Arci, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari, Rete degli studenti medi, Fiom Cgil, Legambiente, Link Coordinamento Universitario, Emergency, Cgil, Anpi.
