Ucraina: Kyiv chiede all’Aiea di mettere in sicurezza le centrali nucleari
L’Agenzia internazionale per l’energia atomica dichiara di non aver più contatti a distanza con i sistemi di sicurezza della centrale di Chernobyl, sotto controllo russo. Il governo ucraino chiede all’agenzia di mettere subito in sicurezza le centrali.

Centrale di Chernobyl. Foto dell’autore
“La trasmissione a distanza dei dati dei sistemi di controllo dei sistemi di sicurezza installati nella centrale è stata tagliata“, così si legge nel comunicato ufficiale dell’AIEA. Da parte sua il Cremlino, tramite la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, assicura che hanno “Il controllo della situazione“.
In seguito alla presa della centrale di Chernobyl il 24 febbraio scorso, nella centrale hanno continuato a operare circa 200 dipendenti, che però sono limitati dallo scarso accesso a risorse di farmaci, cibo e acqua potabile. Per questo Kyiv ha oggi esortato l’Aiea a creare al più presto un gruppo di supporto internazionale per fornire le risorse necessarie, oltre a ulteriore personale per garantire la turnazione. Stessa situazione per la centrale di Enerhodar, nei pressi di Zaporizhzhia, sud-est dell’Ucraina. La più grande in Europa e sotto controllo russo dal 4 marzo.
“Sono profondamente preoccupato dalla situazione difficile e stressante in cui si trova il personale della centrale di Chernobyl e dai rischi potenziali che questo comporta per la sicurezza nucleare” ha confermato il direttore dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi, sottolineando la sua disponibilità a recarsi di persona nelle centrali per sollecitare la messa in sicurezza.
Secondo German Galushenko, ministro dell’energia ucraino, quella delle due centrali è un’azione provocatoria del Cremlino: “Il personale di Zaporizhzhia è stato preso in ostaggio per quattro giorni ed è stato sottoposto a tortura” dichiara Galushenko “Le truppe di occupazione hanno costretto la direzione della centrale a scrivere un appello che la Russia intende utilizzare a fini di propaganda”.

Rafael Mariano Grossi
Nel frattempo, secondo il bilancio dell’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite (OHCHR) dall’inizio del conflitto in ucraina ci sono 1.335 vittime civili, tra cui 474 morti e 816 feriti, ma ha anche sottolineato che la cifra potrebbe essere sottostimata.
