Ucraina: morto a Irpin il reporter Brent Renaud. Jake Sullivan “Risponderemo in modo proporzionale”
Secondo le testimonianze di un suo collega, rimasto ferito, e del capo della polizia di Irpin, Renaud, già collaboratore del NYT, è deceduto in seguito a un attacco dell’esercito russo.

Brent Renaud, reporter con un passato attivo in molte delle zone più difficili del mondo, è rimasto ucciso in seguito a un attacco nella città di Irpin, a pochi chilometri da Kyiv.
A confermare la morte di reporter, tra l’altro ex collaboratore del New York Times, è lo stesso capo della polizia di Irpin, Andriy Nebytov. Ma c’è anche la testimonianza di un altro giornalista che era insieme a Renaud al checkpoint dove stavano girando dei video sulla fuga dei cittadini. “Stavamo attraversando il primo ponte a Irpin con altri colleghi per filmare i rifugiati in fuga” afferma infatti il collega, rimasto ferito “Quando si è avvicinata un’auto che ci ha chiesto se volevamo andare con loro per passare il secondo ponte”. Trasportato in ospedale, il collega di Renaud, ancora all’oscuro della sua morte, ha poi diffuso su internet un video in cui spiega “Abbiamo superato il checkpoint e ci hanno sparato contro. Brent è stato ferito e lo abbiamo dovuto lasciare indietro per fuggire. Sono stato portato qui da un’ambulanza. Ho visto che gli hanno sparato al collo, ma non so che fine abbia fatto”.
Renaud avrebbe dovuto compiere 51 anni a ottobre. Insieme al fratello Craig, anche lui reporter/regista indipendente, aveva passato gli ultimi vent’anni a raccontare guerre, estremismi e altri disordini in numerosi paesi, tra cui Africa, Messico, Egitto, Libia, Iraq, Afghanistan e America centrale. Tra l’altro i due fratelli avevano anche realizzato insieme il reportage “Surviving Haiti’s Earthquake: Children”, vincitore del duPont-Columbia Award 2012.
Al momento del decesso Renaud aveva addosso il tesserino del New York Times, all’inizio si è quindi pensato che fosse inviato in Ucraina per il quotidiano americano. Dettaglio poi smentito dall’ex responsabile della rivista nell’ufficio di corrispondenza di Mosca, Cliff Levy.
“Siamo profondamente rattristati dalla morte di Brent Renaud. Brent era un fotografo e un regista di talento che negli anni passati aveva collaborato con noi. Anche se aveva collaborato con il New York Times in passato non si trovava in missione per noi. Le prime informazioni riferiscono che lavorava per noi perché è stato trovato con il tesserino del giornale che gli era stato dato per una missione anni fa”.
Anche la Casa bianca he definito la morte di Renaud “Orribile e scioccante”. Il Consigliere per la sicurezza USA, Jake Sullivan, ha poi dichiarato “Mi consulterò con i miei colleghi, con gli ucraini, per determinare come sia accaduto, per poi misurare ed eseguire conseguenze appropriate. Seguiremo quest’ultimo sviluppo molto da vicino e risponderemo in modo proporzionale”.
Da parte sua il sindaco di Irpin, Oleksandr Mrkuscyn, appresa la notizia dell’attacco al checkpoint ha confermato future restrizioni per gli accessi stampa: “Da oggi vietiamo ai giornalisti di entrare a Irpin. In questo modo vogliamo salvare la vita sia a loro che ai nostri difensori. Esorto tutti i rappresentanti dei media, così come tutti gli ucraini, a non pubblicare sui social network immagini dei nostri militari, delle loro attrezzature o di qualsiasi cosa che indichi la loro posizione. È molto importante“.
