
Russia: droni contro la raffineria di Ilsky. Cremlino “Attacco deciso dagli USA”
La raffineria di Ilsky, nella zona di Krasnodar nel sud della Russia, è stata attaccata questa notte da quattro droni. Secondo Dmitrij Peskov dietro l’attacco ci sarebbero gli Stati Uniti d’America.
Il serbatorio della raffineria ha preso fuoco, ma le fiamme sono state spente questa mattina e l’impianto è tornato attivo. La conferma dell’attacco arriva da un’agenzia stampa russa: “A seguito di un attacco di un drone non identificato, è scoppiato un incendio nel serbatoio della raffineria di petrolio di Ilsky“.
La struttura si trova vicino al porto di Novorossiisk, sul Mar Nero, nella regione di Krasnodar, e ha una capacità di lavorazione annuale di circa 6,6 milioni di tonnellate. L’incendio generato dall’impatto dei droni ha coinvolto un’area di 1.200 metri quadrati intorno alla raffineria.

Modello di drone militare
Kyiv ha negato ogni responsabilità, con il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj che ha subito assicurato “Noi non attacchiamo Putin, lo lasciamo al tribunale”. Mentre il governo americano, tramite il segretario di Stato Antony Blinken invita alla cautela: “Ho visto le notizie del Cremlino, non possiamo confermare nulla e comunque prendiamo tutto quello che arriva da Mosca con le pinze”, ha confermato infatti Blinken durante un evento a Washington sulla libertà di stampa.

Antony Blinken
Ma per Dmitrij Sergeevič Peskov, protavoce del presidente russo Vladimir Putin, dietro l’attacco ci sarebbero proprio gli USA. Secondo Peskov la decisione dell’attacco sarebbe stata presa da Washington, e non da Kyiv: “È molto importante che Washington capisca che noi sappiamo questo e si renda conto di quanto sia pericoloso un tale coinvolgimento diretto nel conflitto”.
Già la notte precedente, quella tra il 2 e il 3 maggio, c’è stato un attacco con droni al Cremlino al palazzo presidenziale, e secondo i servizi russi l’obiettivo era lo stesso Putin, che però in quei momenti non si trovava nell’edificio. Senza contare il serbatoio di stoccaggio di petrolio nell’insediamento di Volna, anch’esso nel territorio di Krasnodar, incendiato dall’attacco di un drone.

Vladimir Putin
“Cosa farebbero gli americani se un drone colpisse la Casa Bianca, il Campidoglio o il Pentagono? La risposta è ovvia per chiunque: la punizione sarebbe dura e inevitabile”, così ha reagito Anatoly Antonov, ambasciatore russo negli Usa, all’attacco al palazzo presidenziale russo “La Russia risponderà a questo atto di terrorismo sconsiderato e arrogante. Risponderà quando lo riterrà necessario. Risponderà in base alle valutazioni della minaccia che Kiev ha creato per la leadership del nostro Paese”.
Non è quindi chiaro chi abbia organizzato l’attacco alla raffineria di Ilsky. Il senatore Mark Warner, presidente della Commissione intelligence del senato americano, esclude Kyiv e dichiara che “Non c’è ancora alcuna indicazione che siano stati gli ucraini”, e c’è addirittura chi, come l’Institute For The Study Of War americano, pensa che il tutto sia stato ideato proprio dalla Russia, allo scopo di ottenere consenso a favore del Cremlino nella guerra in Ucraina.
