Ucraina: Kyrylo Budanov annuncia l’ipotesi di una divisione in stile Corea
Tra le ipotesi più probabili per la fine del conflitto in Ucraina c’è anche quella di uno scenario in stile Corea: la divisione in due stati, di cui uno sotto il controllo della Russia.

Secondo Kyrylo Budanov, capo dell’Agenzia di intelligence per la Difesa dell’Ucraina, Vladimir Putin starebbe valutando l’ipotesi di una linea di demarcazione tra le zone a nord del paese e quelle a sud, in parte ormai sotto il controllo russo. Uno scenario molto simile a quello della Corea, divisa in due stati separati dai tempi della guerra del 1950-53. Un conflitto tecnicamente ancora in corso, considerando che non è mai stato firmato un accordo ufficiale di pace tra Corea del nord e del sud.

“Ci sono ragioni per credere che possa tentare di imporre una linea di separazione tra le regioni occupate e non occupate del nostro Paese, un tentativo di creare la Corea del Sud e del Nord in Ucraina” dichiara Budanov, che da parte sua si aspettava sin dall’inizio del conflitto una forte resistenza ucraina, “Stiamo già assistendo a tentativi di creare autorità parallele nei territori occupati e di costringere le persone a rinunciare alla valuta ucraina”.
Molti vedono in questa ipotesi uno scenario B, di riserva, che potrebbe accontentare Mosca, in seguito alla forte resistenza incontrata nel nord-ovest dell’Ucraina, al fallimento della strategia di una guerra-lampo (il conflitto è ormai entrato nel suo secondo mese) e all’impossibilità di rovesciare il presidente Zelens’kyj.

Che la zona a sud-est dell’Ucraina fosse importante per il Cremlino si capiva già dal discusso referendum del 2014, che portò la penisola di Crimea sotto il controllo russo. La conferma l’abbiamo poi avuta il 21 febbraio scorso, quando Putin ha riconosciuto ufficialmente l’indipendenza delle regioni separatiste nel Donbass, una zona strategica anche per la creazione di un corridoio tra Russia e Crimea. Per questo molte delle azioni di questi giorni si stanno concentrando nella cittadina di Mariupol, importante snodo tra il Donbass e la Crimea. Come conferma anche l’Intelligence britannica: La Russia “Ha guadagnato la maggior parte del terreno a Sud, nelle vicinanze di Mariupol dove continuano pesanti combattimenti mentre continua a conquistare il porto (che si affaccia sul Mare d’Azov, altro luogo molto importante per il Cremlino insieme al porto di Odessa sul Mar Nero, ndr)”.
Già venerdì scorso il capo della direzione operativa dello Stato maggiore della Difesa russo Serghei Rudskoy aveva confermato che le forze armate del Cremlino avrebbero concentrato “Gli sforzi principali sul raggiungimento dell’obiettivo principale, la liberazione del Donbass”.

La divisione della Corea in nord e sud
Un’ipotesi su cui il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj, già due settimane fa, si dichiarava pronto a dialogare: “(l’Ucraina) è pronta al dialogo ma non alla capitolazione” e si chiede“Come vivranno le persone in questi territori, chi vuole far parte dell’Ucraina?”.
Ma la strada non è facile. Di recente Leonid Pasechnik, leader dell’autoproclamata repubblica di Lugansk, ha chiesto un referendum (insieme alla repubblica di Donetsk) per unirsi in via definitiva alla Russia. Un’iniziativa subito ostacolata da Kyiv. Ci sono dubbi anche dalla parte russa: Leonid Kalashnikov, presidente della commissione della Duma (il Parlamento russo) per gli Affari delle ex Repubbliche sovietiche, ha sconsigliato un simile referendum, poiché, perché “Le due repubbliche erano parte dell’Ucraina fino a tempi recenti”.
In verità un simile referendum è stato proposto anche per l’indipendenza dell’oblast (zona, regione) di Kherson, ora controllata dalle truppe russe, dove i cittadini ieri hanno manifestato con gli slogan “Kherson è l’Ucraina” e “Gloria all’Ucraina”.
“Qualsiasi falso referendum nei territori temporaneamente occupati è giuridicamente insignificante e non avrà conseguenze
legali”, ha dichiarato anche Oleg Nikolenko, portavoce del ministero degli Esteri ucraino, convinto che nessun Paese al mondo e nessun osservatore internazionale ne riconoscerebbero la validità.
