
Roma: un uomo spara a una riunione a Fidene. Tre vittime e vari feriti
Nel corso di un’assemblea del consorzio Valleverde a Fidene un uomo di 57 anni, Claudio Campiti, ha sparato ad alcune persone utilizzando un’arma sottratta a un poligono di tiro. Tre donne sono rimaste uccise, mentre altre hanno riportato ferite più o meno gravi.
I fatti si sono svolti alle 9.30 di domenica mattina in un gazebo nei pressi del bar “Il posto giusto” in via Monte Giberto 21 a Fidene nel corso di una riunione del Consorzio Valleverde, quando Campiti è arrivato tenendo in mano una semiautomatica Glock 45. È poi entrato nell’edificio alle spalle del gazebo urlando “Vi ammazzo tutti” secondo le prime testimonianze, e ha iniziato a fare fuoco uccidendo 3 donne, Elisabetta Silenzi, Nicoletta Golisano e Sabrina Sperandio, e ferendo altre 4 persone. Ad un certo punto la pistola si è inceppata, e subito uno dei presenti, Silvio Paganini, ne ha approfittato per bloccare l’uomo, tenendolo fermo con l’aiuto di altre persone, fino all’arrivo delle Forze dell’ordine.
Campiti si era procurato la Glock 45 in un poligono di tiro a Tor di Quinto dove, dopo aver compilato i moduli necessari, invece di recarsi nella sala dei bersagli ha abbandonato l’edificio, portandosi dietro l’arma e i relativi proiettili. Ricordiamo che già due anni fa gli venne rifiutato il rinnovo del porto d’armi, dal momento che aveva già ricevuto denunce e querele per comportamenti violenti e minacce. Resta da scoprire chi lo abbia autorizzato a prendere l’arma dal poligono, con tali precedenti.
Secondo le testimonianze degli altri inquilini dell’edificio dove viveva Campiti, l’uomo aveva iniziato ad essere violento e a vivere in una sorta di scantinato senza servizi igienici dopo la morte del figlio 14enne, causata dall’impatto del suo slittino contro un albero in Val Pusteria, nel 2012. Un evento per il quale all’epoca vennero condannati due maestri di sci e il responsabile della pista.
Riccardo Nini, sindaco di Ascrea, ha poi dichiarato che Campiti “Viveva in condizioni sotto i livelli minimi. So che il Comune in passato gli aveva anche dato un contributo per sopperire alle sue carenze economiche e realizzare l’allaccio alla fognatura, ma i lavori non sono mai stati realizzati, per cui il Comune ha richiesto indietro i soldi“.
La premier Giorgia Meloni, informata della sparatoria, ha lasciato su Facebook una dedica a Nicoletta Golisano, una delle vittime: “Nicoletta era una mamma protettiva, un’amica sincera e discreta, una donna forte e fragile allo stesso tempo. Ma era soprattutto una professionista con un senso del dovere fuori dal comune. È stato quel senso del dovere a portarla lì, di domenica mattina, dove un uomo la aspettava per ucciderla a colpi d’arma da fuoco, insieme ad altre due donne, durante una riunione di condominio a Roma. Nicoletta era mia amica. Lascia il marito Giovanni e uno splendido bambino di dieci anni, Lorenzo. Con la sua, altre famiglie, alle quali esprimo tutta la mia vicinanza, sono state distrutte”.
Subito dopo l’arresto, Campiti è stato trasferito in una caserma dei Carabinieri di Roma sud per essere interrogato, ma si è rifiutato di parlare, anche se sembra che il suo gesto sia stato causato da vecchi rancori che l’uomo provava nei confronti dei membri del consorzio Valleverde. Sul suo blog il 2 novembre 2021, parlando del Consorzio, aveva infatti scritto: “Benvenuti all’inferno, qui con il codice penale lo Stato ci va al cesso, denunciare è tempo perso, so’ tutti ladri“. In caserma è stato poi preso da un malore e portato via in ambulanza.
