
Roma: avvocatessa uccisa dall’ex compagno davanti a un ristorante
Martina Scialdone, avvocatessa 35enne di Roma, è stata uccisa davanti a un ristorante dal suo ex compagno Costantino Bonaiuti alla presenza di numerosi testimoni.
La donna, che nel suo lavoro si occupava di divorzi e cause di separazione, si trovava la sera di venerdì scorso insieme al fratello nel ristorante “Brado” in via Amelia, nel quartiere Appio Latino della Capitale, quando, finita la cena, è stata raggiunta dal 61enne Bonaiuti, che si è seduto a tavola insieme a lei per tentare una riconciliazione. La discussione è poi degenerata fino a quando la donna si è alzata per rifugiarsi in bagno, alla presenza del personale e degli altri clienti. Poco dopo Bonaiuti è riuscito a calmarla e convincerla a uscire dal locale, dove le ha sparato con una pistola intorno alle 22.30, uccidendola.
L’uomo, di origine etiope, ingegnere ed esponente di AssiVolo dotato di porto d’armi per uso sportivo, ha poi tentato di fuggire, ma è stato rintracciato subito dalle Forze dell’ordine a pochi Km di distanza, nel quartiere Fidene.
La storia tra la vittima e l’omicida andava male da tempo, al punto che la donna si era spesso confidata in passato con una sua amica e negli ultimi tempi andava da uno psicologo, accettando di vedere l’uomo solo fuori casa e in luoghi pubblici. “Erano stati insieme per un paio d’anni ma adesso anche Martina si era convinta che non poteva funzionare” dichiara l’amica.
Nel ristorante erano presenti circa 80 persone, che ora saranno interrogate dalla Squadra mobile per capire le esatte dinamiche dell’omicidio. In particolare sembra che una prima chiamata alle Forze dell’ordine sia stata effettuata dal personale mentre la lite era ancora in corso e i camerieri cercavano di calmare Bonaiuti. In tal caso rimane da capire perché non sia arrivata una pattuglia prima dell’omicidio.
“Al ristorante potevano fare di più. Dovevano attendere la polizia” ha dichiarato infatti Lorenzo Scialdone, il fratello di Martina.
Saranno anche esaminati i filmati delle telecamere di sorveglianza.
“Martina lavorava con noi da quattro-cinque anni, era una ragazza sempre con il sorriso. L’ho salutata ieri sera andando via, nulla che lasciasse immaginare quello sarebbe accaduto qualche ora dopo” ha dichiarato l’avvocato Giulio Micioni, che lavora nello stesso studio della vittima “Non ci aveva mai parlato di problemi personali. Nel nostro studio si occupava di diritto di famiglia e tante volte si era trovata ad affrontare storie di donne vittime di violenza. Poi questa mattina ho appreso da una collega la notizia della sua morte, siamo tutti sotto choc”.
Bonaiuti comparirà ora davanti al gip per l’udienza di convalida, la Procura di Roma gli contesta l’omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e da futili motivi.
