
Roma: arrestata la praticante avvocato Camilla Marianera. Aveva una talpa in Tribunale
Camilla Marianera, praticante avvocato di 27 anni, è stata arrestata dai carabinieri nell’ambito di un’indagine della Procura di Roma con l’accusa di corruzione. Avrebbe passato a terzi, inclusi esponenti dei Casamonica, documenti interni del Tribunale e informazioni riservate in cambio di denaro, grazie all’aiuto di una talpa. Ora è ai domiciliari.
Ora le indagini della Procura coprono due piste: chi ha “Raccomandato” la sua assunzione all’Assessorato, e l’identificazione della talpa, o delle talpe. La praticante aveva infatti un contratto di 48mila euro lordi all’anno nella segreteria delle Pari opportunità del Campidoglio, con delega alla sicurezza di Monica Lucarelli (Non indagata), sulla base all’articolo 110 del “Testo Unico degli Enti Locali” che regola gli incarichi del personale nelle segreterie politiche.
Il fidanzato di Camilla Marianera, Jacopo de Vito è collegato a una organizzazione di ultrà della malavita romana. Figlio dell’Ultrà giallorosso “Peppone”, deceduto nel 2015, aveva contatti nel clan Casamonica di vicolo di Porta Furba, dove abitava prima del suo arresto, zona considerata una delle roccaforti del clan romano, e gestiva alcune sale scommesse intestate a prestanome.
Secondo l’accusa, i due dal 2020 fino al dicembre del 2022, “Con una pluralità di azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, erogavano utilità economiche a un pubblico ufficiale (La talpa, ndr)” affinché cedesse i dati di procedimenti penali “Coperti dal segreto, l’esistenza di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche“.

Camilla Marianera
Le indagini, coordinate dai sostituti Giulia Guccione e Francesco Cascini, stanno cercando di capire come Camilla e Jacopo fossero realmente in grado di accedere a documenti e informazioni riservate del tribunale per poi rivenderle per somme che variavano dai 300 ai 700 euro. I sistemi informatici che custodiscono questi dati e pratiche di procedimenti penali, infatti, sono quasi impossibili da consultare senza lasciare una traccia evidente. Da qui la pista di una talpa interna, anche perché è difficile che una praticante avvocato potesse accedere da sola a tali documenti.
Tra l’altro gli inquirenti stanno cercando di scoprire quali informazioni siano state effettivamente divulgate e la loro importanza. Nei dati trafugati ci sarebbero anche le informazioni sui procedimenti penali legati a un traffico di droga. Marianera e il suo compagno, a settembre del 2020, avrebbero infatti incontrato un soggetto che aveva scoperto un Gps nell’auto della moglie, collegata alla famiglia Casamonica, ed era quindi interessato a sapere se fosse indagato e sottoposto a intercettazioni. Proprio pochi giorni dopo quella richiesta l’uomo venne arrestato per droga.
Si pensa anche a un responsabile dell’ufficio intercettazioni, non ancora identificato, che avrebbe passato a Marianera dei documenti riguardanti alcune indagini, che la praticante avrebbe poi passato al marito di Mafalda Casamonica, il trafficante romano Luca Giampà. Questa talpa, a cui la praticante e il suo fidanzato si riferivano con il nome in codice di Roberto, per il Gip che ha firmato l’ordinanza di custodia è “Un soggetto capace di comprendere come vendere le informazioni segrete senza farsi tracciare“.
Da parte sua Camilla Marianera, ora ai domiciliari, nel corso delle sue spontanee dichiarazioni nell’interrogatorio ha ammesso ”Diciamo che conosciamo una persona che sta in procura nell’ufficio dove sbobinano le intercettazioni“, provando anche a sminuire le sue azioni: “Millantavo”, ha infatti dichiarato. Una versione dei fatti che Procura e Gip ritengono inverosimile, vista la mole di prove già raccolte.
