
Cospito resta al 41-bis. Respinto il ricorso
La Cassazione ha respinto il ricorso dei legali di Alfredo Cospito, confermando la continuazione del regime di carcere duro. Apparse delle scritte contro il ministro Carlo Nordio.
A chiedere la sospensione del 41-bis per il terrorista e anarchico (Condannato per la gambizzazione di Roberto Adinolfi e per l’attentato del 2006 contro la scuola allievi carabinieri di Fossano) era stato il sostituto procuratore generale della Cassazione, Piero Gaeta: “Un trasferimento in via precauzionale su indicazione dei sanitari” motivato sia dai problemi di salute di Cospito, in sciopero della fame da circa 4 mesi, sia dall’ipotesi che non ci sia un legame tra Cospito e le recenti azioni degli anarchici.
Anche il legale di Cospito, Flavio Rossi Albertini, aveva chiesto la fine del 41-bis per il suo assistito, mentre la direzione nazionale antimafia e la Dda di Torino avevano proposto l’alta sorveglianza unita a restrizioni. Chiaramente a favore del rinnovo del 41bis era stato solo Piero Saluzzo, procuratore generale di Torino, che sottolinea la pericolosità di Alfredo Cospito, che sarebbe ancora una fonte di ispirazione per le attività violente degli anarchici.

Presidio di anarchici davanti alla Cassazione
Ma i giudici della Suprema corte hanno respinto il ricorso, quindi Cospito, che da parte sua continua lo sciopero della fame e, come da prassi in questi casi, dovrà anche pagare le spese processuali.
“Volevano un martire, e lo avranno” commenta il suo legale “Si tratta di una condanna a morte. Io avevo maturato qualche speranza dopo che la Cassazione aveva anticipato per ben due volte l’udienza senza che io avessi sollecitato nella seconda occasione. E soprattutto mi aveva dato speranza il parere del procuratore generale della Cassazione Piero Gaeta. Purtroppo hanno deciso di assumersi la responsabilità di far morire Alfredo. Lo fanno perché si sentono forti perché purtroppo hanno la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica dalla loro parte”.

Carlo Nordio
Già Carlo Nordio, Ministro della giustizia, confermò il 41-bis per il terrorista: “Cospito ha istigato la galassia anarchica ad azioni violente e il pericolo di comunicazioni dal carcere continua a sussistere”.
Di recente sono apparse delle scritte “Nordio assassino” sulle porte della Sala Trasparenza del Palazzo della Regione, in piazza De Ferrari a Genova (insieme ad altre scritte contro la strage di Ponte Morandi e contro delle miniere che dovrebbero aprire in Liguria).
Immediata la reazione del Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti: “Le scritte comparse in queste ore sul palazzo della Regione Liguria e non solo dimostrano ancora una volta che il clima d’odio che sta dilagando nel nostro Paese è diventato intollerabile. Le Istituzioni devono essere unite e saper gestire con risolutezza e polso fermo i momenti di tensione. Al ministro Nordio, a cui sono indirizzate alcune delle scritte, va la nostra solidarietà. Non saranno di certo questi gesti a intimidirci, continueremo a lavorare a testa alta per combattere ogni forma di violenza e criminalità“.
