Gestione emergenza Covid: Conte e Speranza tra gli indagati

Gestione emergenza Covid: Conte e Speranza tra gli indagati

L’ex Premier Giuseppe Conte e Speranza sono tra i 19 indagati dalla Procura di Bergamo per la gestione della prima emertenza sanitaria collegata alla pandemia da Covid-19. Le accuse sono di epidemia colposa aggravata, rifiuto di atti di ufficio e omicidio colposo plurimo.

A tre anni di distanza dalla prima pandemia la Procura di Bergamo indaga su 19 nomi collegati alla gestione dell’emergenza sanitaria, sia a livello nazionale che regionale e locale. La Guardia di Finanza ha notificato avvisi di garanzia per i reati omicidio colposo plurimo, epidemia colposa aggravata e rifiuto di atti di ufficio. Tra gli indagati ci sono anche l’ex ministro della Salute Roberto Speranza, l’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente (Appena riconfermato) della Lombardia Attilio Fontana e il suo ex assessore al Welfare, Giulio Gallera.

Roberto Speranza

La lista include anche i consulenti scientifici dell’allora Governo Conte: il coordinatore del primo Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo, il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, Angelo Borrelli (A quel tempo capo della Protezione Civile), Giuseppe Ippolito, ex direttore dello Spallanzani, e il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli. E poi ancora diversi dirigenti chiave del ministero della Salute, alcuni dei quali ancora in attività.
Tra gli altri anche Claudio D’Amario, ex capo della Prevenzione del ministero della Salute, l’ex segretario generale Giuseppe Ruocco e il responsabile delle Malattie infettive Francesco Maraglino. Per Conte e Speranza gli atti sono stati inviati per competenza al tribunale dei ministri di Brescia.

Per l’ex Premier e l’ex Ministro della salute i pm contestano in particolare i reati di epidemia colposa aggravata e omicidio colposo plurimo. Per Speranza anche quello di rifiuto di atti di ufficio.

L’indagine, coordinata da magistrati guidati dal procuratore aggiunto Maria Cristina Rota (Insieme ai pm Silvia Marchina e Paolo Mandurino, sotto supervisione del Procuratore Antonio Chiappani) e dagli investigatori della Guardia di finanza, riguarda tra l’altro la scarsa organizzazione del piano pandemico (Fermo al 2006) nel territorio nazionale/regionale e il mancato aggiornamento sulla situazione, ma anche la mancata istituzione, alla fine di febbraio 2020, della zona rossa nei Comuni di Nembro e Alzano lombardo.

Secondo i magistrati, si sarebbero potuti evitare molti decessi se si fossero attuate misure di prevenzione e di contenimento già tra gennaio e febbraio del 2020. La Procura di Bergamo afferma infatti che “Il disastro si sarebbe potuto evitare”.

Gli accertamenti sui fatti, basati anche sulla consulenza di Andrea Crisanti, senatore del Pd e microbiologo dell’Università di Padova, hanno ricoperto i fatti dal 5 gennaio 2020 (Quando l’Oms lanciò l’allarme globale) e si sono svolti su tre fronti: nazionale, regionale e locale. Tra l’altro le indagini hanno coinvolto anche il caso dell’ospedale di Alzano, chiuso e riaperto in poche ore e con varie irregolarità nella gestione, e i decessi nelle Rsa di Val Seriana (Dove quasi un abitante su due contrasse il virus).

Andrea Crisanti

Crisanti ha anche calcolato che, nel solo caso della Val Seriana, si sarebbero evitati più di 4mila decessi chiudendo la zona dal 27 febbraio 2020.
Saputo dell’indagine, Conte ha dichiarato: “Apprendo dalle agenzie di stampa notizie riguardanti l’inchiesta di Bergamo. Anticipo subito la mia massima disponibilità e collaborazione con la magistratura. Sono tranquillo di fronte al Paese e ai cittadini italiani per aver operato con il massimo impegno e con pieno senso di responsabilità durante uno dei momenti più duri vissuti dalla nostra Repubblica”.

Molto simile anche la reazione di Speranza: “Apprendo da agenzie di stampa notizie riguardanti l’inchiesta di Bergamo. Ho sempre pensato che chiunque abbia avuto responsabilità nella gestione della pandemia debba essere pronto a renderne conto. Io sono molto sereno e sicuro di aver sempre agito con disciplina ed onore nell’esclusivo interesse del Paese. Ho piena fiducia come sempre nella magistratura”.

Ringrazio a nome dei familiari la procura di Bergamo che con questi risultati di indagine dà onore ai deceduti” dichiara Consuelo Locati, avvocato referente del team legale dell’Associazione dei familiari delle vittime del Covid Sereniesempreuniti “Noi familiari delle vittime ci abbiamo sempre creduto, la procura di Bergamo è stata l’unica istituzione che ha ascoltato la nostra voce“.

CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS

Wordpress (0)