
Giorgia Meloni accetta l’invito di Don Patriciello: “Giovedì sarò a Caivano”
La Premier italiana si recherà domani al parco di Caivano, dove un gruppo di ragazzi ha abusato per mesi di due bambine. La sua è una risposta all’invito di Don Patriciello e della madre di una delle vittime. Meloni: “Nessuna zona franca per il crimine”. De Luca: “Il quartiere va militarizzato”.
Giorgia Meloni sarà al parco del comune di Caivano domani mattina alle 10. La zona è stata teatro negli ultimi mesi di abusi sessuali da parte di alcuni ragazzi nei confronti di due cugine di 10 e 12 anni. Quella della Premier non sarà una passerella politica, ma una visita con proposte concrete, come dichiarato da Don Maurizio Patruciello, noto prete antimafia della zona: “Certamente in questa parrocchia, prima di lei, sono arrivate tante persone, tanti ministri. Qualcuno ha fatto la solita passerella, ma io non penso che il nostro premier verrà a fare la passerella. Lei verrà con delle proposte, verrà ad ascoltarci. Io ho fiducia che le promesse saranno mantenute. Lei ascolterà anche me e io le dirò che non servono tanti fondi così a pioggia. Qui mancano i vigili urbani quindi vogliamo i vigili urbani. Mancano i servizi sociali e quindi vogliamo i servizi sociali e quindi vogliamo gli assistenti sociali“.

Don Maurizio Patriciello
Per quanto riguarda le indagini, gli aggressori sarebbero sia minorenni che maggiorenni, quindi l’inchiesta si è divisa in due rami: quello della Procura di Napoli nord, e quello della Procura minorile. Gli inquirenti stanno analizzando i contatti avvenuti tra aggressori e vittime, concentrandosi su prove digitali di cellulari, computer e telecamere di sorveglianza. Sembra che alcuni dei ragazzi facciano anche parte dei clan di camorra, molto attivi nella zona di Caivano con lo spaccio di droga. Don Patriciello ha inoltre affermato che “Quel che vediamo è solo la punta dell’iceberg”.

Materiale sequestrato in blitz antidroga a Caivano
L’invito a Giorgia Meloni di recarsi di persona nella zona di Caivano è partito anche dalla madre di una delle vittime: “Presidente, siamo nelle sue mani, ci porti via da questo inferno” ha scritto infatti la donna insieme al suo avvocato “La aspettiamo per farle vedere gli orrori e il degrado di queste periferie, qui non c’è solo criminalità, droga e camorra, spesso alibi della politica nel non risolvere i problemi, ma pedofilia, violenza e prostituzione“.
C’è poi la richiesta di interventi mirati di bonifica dell’area, una normativa dedicata e fondi: “Perché i pentiti di mafia hanno la possibilità di tornare a vivere in una condizione di protezione insieme con le loro famiglie e le vittime non criminali, come due bambine abusate no, non hanno la possibilità di avere una nuova vita con le loro famiglie lontano dagli orchi e dall’inferno. Quando tra qualche tempo saranno restituite ai loro genitori, queste bambine torneranno a vivere là dove sono state violentate correndo gravi rischi e questo non è giusto è possibile“.

Forze dell’ordine al parco di Caivano
Gli abitanti del quartiere (6mila, di cui uno su dieci è minorenne), chiedono quindi una presenza più massiccia dello Stato e delle istituzioni, là dove, da quel che dichiarano, ci sono solo tre punti di riferimento: la chiesa, una scuola, e un comando dei carabinieri.
La leader di Fratelli d’Italia, da parte sua, ha subito raccolto l’invito, al punto da parlarne anche a un Consiglio dei ministri, confermando che il Governo intende “Bonificare l’area” di Caivano, e aggiungendo che “Per la criminalità non esistono zone franche“. Quella a Caivano, come dichiara la stessa Premier, “Non sarà una semplice visita: offriremo sicurezza alla popolazione“, e ha sottolineato che il centro sportivo del quartiere, uno dei luoghi dove sono avvenute le aggressioni, “Deve essere ripristinato e reso funzionante prima possibile“.
Per il governatore campano Vincenzo De Luca sarebbero invece necessari interventi più drastici, arrivando anche alla militarizzazione. Chiede infatti “Lo stato d’assedio militare, come si fa quando mandiamo i reparti nei luoghi di guerra. Lo Stato oggi non c’è, bisogna togliere aria ai delinquenti”.

Vincenzo De Luca
In verità molti interventi ci sono stati. Nella zona sono state effettuate 408 denunce in poco più di un anno, e anche molti arresti, tra cui il 9 luglio scorso quello del capo latitante Antonio Angelino, elemento di spicco del clan Sautto-Ciccarelli di Caivano e boss del gruppo Gallo-Angelino. Ma per molti, incluso Don Patruciello, non bastano gli arresti. Serve una vera e propria bonifica del quartiere e un cambiamento di mentalità, che è poi l’intenzione della Premier italiana.
Nel frattempo, sulla scia delle violenze alle due bambine, c’è chi è tornato a proporre la castrazione chimica per gli stupratori in generale. Si tratta di una terapia farmacologica ormonale, talvolta unita a psicofarmaci, che inibisce la produzione di testosterone, provocando un drastico calo degli istinti sessuali. Proposta più volte in passato, e applicata in modo limitato solo in alcuni paesi, la castrazione chimica venne bocciata nel 2013 all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, che dichiarò come “Nessuna pratica coercitiva di sterilizzazione o castrazione può essere considerata legittima nel XXI secolo”.

Matteo Salvini
In Italia siamo tornati a parlarne dopo gli eventi dello stupro a Palermo. La Lega, tramite l’europarlamentare e coordinatrice regionale Annalisa Tardino, ha infatti organizzato una raccolta firme per chiedere una legge che punisca stupratori e pedofili con la castrazione chimica.
Con lei è d’accordo anche Matteo Salvini, leader della Lega e ministro delle Infrastrutture: “Uno stupratore, italiano o straniero che sia, la deve pagare fino in fondo, e siccome sono dei malati vanno curati e messi in condizione di non ripetere la stessa follia. Potrebbe servire in via sperimentale anche in Italia quello che c’è già in sperimentazione in altri Paesi”.
