Terremoto Marocco. Sale il numero di morti e feriti

Terremoto Marocco. Sale il numero di morti e feriti

È aumentato a 2.862 morti e 2.562 feriti il bilancio del terremoto che ha colpito il Marocco. Sul posto varie Ong. Rabat accetta l’aiuto di 4 paesi. Disponibili anche Italia, Turchia e Francia.

Sale ancora il numero di decessi e vittime causate dal terremoto che ha colpito le zone del Marocco a 320 Km dalla capitale Rabat. Il governo marocchino ha accettato finora l’aiuto di soli 4 paesi, per motivi logistici. Ma sul posto sono operative già varie Ong, che sono di giurisdizione sovranazionale. Come il Roe (Raggruppamento operativo emergenze) italiano, che ha raggiunto la zona di Adassil (Uno dei villaggi della provincia di Chichaoua, colpita dal sisma), a sud di Marrakech.

Abbiamo raggiunto località dove non sono arrivati i soccorsi, ci sono ancora morti sotto le macerie e gente che tenta da sola di tirarli fuori. Quando ci hanno visti si sono gettati sulle nostre macchine” spiega Cicchetti Marchegiani, presidente e fondatore del Roe, “Qui le persone sono prive di qualsiasi assistenza e non era arrivato nessuno“. Sono circa 165 i villaggi che hanno bisogno di un intervento urgente.

Intanto Rabat ha accettato l’aiuto di Grand Bretagna, Qatar, Spagna ed Emirati arabi uniti. Respingendo, al momento, l’intervento di altri paesi come Francia, Italia e Turchia, che comunque hanno confermato la loro disponibilità.

Mohammed VI, re del Marocco

Tale scelta, come dichiarato dallo stesso re del Marocco, Mohammed VI (Che ha comunque ringraziato i paesi per le offerte di aiuto), è dovuta al fatto che l’intervento di troppi paesi nello stesso momento potrebbe provocare un caos logistico.

Secondo l’agenzia stampa ufficiale di Rabat, infatti, le autorità locali “Hanno effettuato una valutazione precisa dei bisogni sul campo, dato che il mancato coordinamento in tali situazioni potrebbe essere controproducente“.

L’ambasciatore del Marocco in Italia, Youssef Balla, ha poi commentato la disponibilità dell’Italia “Sono colpito e impressionato per la spontanea e rapida reazione delle autorità italiane. Ho visto le parole di vicinanza e sostegno della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, del ministro della Difesa, Guido Crosetto e di tanti altri senatori e rappresentanti della società civile. Non solo portano sostegno ma si mettono a disposizione per tutto quello che è necessario al Marocco“.

Yousef Balla

Per quanto riguarda Mohammed VI, tornato da Parigi (Dove si trovava in visita privata) poche ore dopo la prima scossa di terremoto, ha partecipato domenica scorsa a una riunione di Governo, alla presenza anche del figlio e futuro re Hassan III, limitandosi a lanciare un appello alla preghiera e dichiarare tre giorni di lutto, senza rilasciare vere e proprie dichiarazioni alla popolazione e senza recarsi, almeno finora, nelle zone colpite dal sisma.

Nel frattempo è stata recupareta la famiglia italiana rimasta bloccata nella catena dell’Altante a causa del sisma. Giunta in Marocco il 31 agosto scorso, la famiglia (Padre, madre e un figlio 15enne) ha incontrato il console italiano di Agadir, Antonella Bertoncello, e ha il volo di rientro in Italia previsto per il 14 settembre.

CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS

Wordpress (0)