
Israele-Hamas: Netanyahu annuncia invasione via terra a Gaza
Continua la guerra in Medio oriente, ormai giunta al 20mo giorno dall’attacco di Hamas in Israele. Netanyahu conferma la nuova fase via terra, ma Egitto, USA e Francia invitano Tel Aviv a rispettare i diritti di guerra. L’Onu, da parte sua, appoggia le recenti dichiarazioni di Guterres.
Proseguono gli attacchi di Israele nella Striscia di Gaza, ora entrati in una fase via terra dopo i raid aerei dei giorni scorsi. L’esercito israeliano conferma infatti di aver effettuato un’incursione nella zona nord di Gaza con carri armati e unità di fanteria. Quest’ultimo attacco inaugura una nuova fase degli attacchi di Tel Aviv nella Striscia, come preannunciato di recente dallo stesso Benjamin Netanyahu. A confermarlo è il portavoce dell’esercito di Israele, Daniel Hagari, che ha sottolineato come l’incursione di questa mattina “Rientra nei nostri preparativi per la prossima fase della guerra” e specifica che, nel corso dell’attacco, i militari israeliani “Hanno ucciso terroristi, e distrutto infrastrutture terroristiche di Hamas. Hanno disinnescato ordigni, e neutralizzato imboscate. Il tutto per preparare il terreno alle prossime fasi della guerra”.

Benjamin Netanyahu
A decidere la vera e propria fase degli attacchi via terra dovrà essere il Gabinetto di guerra di Tel Aviv, e negli ultimi giorni ci sono state teorie sul relativo ritardo dell’inizio di questa fase. Quella più probabile, secondo alcune fonti, è che Israele stia ritardando la fase via terra per consentire agli USA di organizzare i propri sistemi di difesa nella zona, per proteggere le truppe americane da ritorsioni, anche in seguito alle recenti minacce degli Hezbollah libanesi.
Ma tale attacco terrestre non convince nemmeno gli stessi alleati di Israele. Il presidente francese Emmanuel Macron, mentre si trovava al Cairo dove ha incontrato il suo omologo Abdel-Fattah al Sisi, ha affermato che una massiccia operazione terrestre, come quella voluta da Netanyahu, sarebbe “Un errore che metterebbe in pericolo la vita delle popolazioni civili” senza per questo “Proteggere nel tempo Israele“.

Emmanuel Macron
Anche Abdel Fattah al-Sisi, presidente della Repubblica egiziana, rivolto un appello ad “Evitare l’invasione di Gaza“. Mentre il presidente degli USA, da sempre storici alleati di Tel Aviv, ha sottolineato “Il diritto e il dovere” di Israele “Di difendersi“, ma solo “In conformità con le leggi di guerra“. Lo stesso Joe Biden ha poi ha lanciato un monito ai coloni israeliani affinché cessino gli attacchi ai palestinesi in Cisgiordania. all’ayatollah”.
Nel frattempo Amnesty International ha rilasciato un appello congiunto per invitare al rispetto dei diritti umani, appoggiando anche le recenti dichiarazioni di Antonio Guterres: “Abbiamo subito condannato i barbari attacchi di Hamas e chiesto la liberazione degli ostaggi, ma oggi facciamo nostre le parole del segretario generale Onu Antonio Guterres: gli attacchi non sono arrivati dal nulla. Il popolo palestinese è stato sottoposto a 56 anni di una soffocante occupazione, da 17 Gaza è sotto assedio. È l’ora di cessare il fuoco e di rispettare il diritto umanitario internazionale”, ha confermato Silvia Stilli, presidente di AOI (Associazione Ong italiane) durante una conferenza stampa a Roma.

Abdel-Fattah al Sisi
“L’Unione europea finora, ha applicato i consueti doppi standard manifestando solidarietà incondizionata a Israele senza condannarne i crimini commessi a Gaza e relegando i diritti dei palestinesi a una questione meramente umanitaria. Ora deve decidere da che parte stare: pro o contro il diritto internazionale” ha dichiarato invece Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, mentre Luisa Morgantini, di Assopace Palestina, ha ricordato come “Il conflitto israelo-palestinese non ha avuto inizio con la strage del 7 ottobre a firma Hamas. Si sta perdendo l’umanità. Siamo noi responsabili per non fermare queste violazioni, dovremmo essere portati noi come terza parte di fronte alla Corte penale internazionale”.
Anche il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan la pensa come Guterres, Amnesty International e Morgantini: “Hamas non è un’organizzazione terroristica, ma un gruppo di liberazione e mujaheddin che lotta per proteggere le proprie terre e i propri cittadini“, ha dichiarato infatti Erdogan, che tra l’altro ha cancellato il suo viaggio in Israele, per poi concludere “Non abbiamo alcun problema con lo Stato di Israele, ma non abbiamo mai approvato le atrocità commesse da Israele e il modo in cui agisce come organizzazione piuttosto che come Stato, e non lo faremo“.

Recep Tayyip Erdoğan
Tel Aviv, da parte sua, respinge le dichiarazioni di Erdogan: ” È un’organizzazione terroristica ignobile (Hamas, ndr), peggiore dell’Isis, che uccide in modo brutale e deliberato neonati, bambini, donne e anziani, che prende civili in ostaggio e usa la sua stessa gente come scudi umani“, afferma Lior Haiat, portavoce del ministero degli Esteri di Israele “Anche il tentativo del presidente turco di difendere l’organizzazione terroristica e le sue parole di incitamento non cambieranno gli orrori che il mondo intero ha visto e il fatto inequivocabile: Hamas=Isis“.
A proposito di bambini, donne e civili: dall’inizio dei raid israeliani nella Striscia di Gaza sono morte 6.546 persone e ne sono rimaste ferite più di 17mila, di cui, tra i bambini, si contano 2.360 morti (Anche israeliani israeliani) e 5.364 feriti.
