
Caso Balocco/Chiara Ferragni: aperta un’altra inchiesta
La Gdf di Milano sta acquisendo i faldoni raccolti dall’Antitrust relativi al caso del pandoro balocco e Chiara Ferragni, per consegnarne poi una relazione al Pm Eugenio Fusco.
Nell’ambito delle indagini in corso sul caso Balocco/Ferragni, il nucleo di polizia economico-finanziaria di Milano sta acquisendo le carte e i faldoni raccolti finora dall’Antitrust. La corposa documentazione dell’inchiesta, al momento a carico di ignoti e senza titolo di reato, sarà poi esaminata dalla stessa Guardia di finanza, che provvederà a stilare una relazione da consegnare al Pm di Milano Eugenio Fusco.
Il fascicolo aperto in questo caso è il cosiddetto Modello 45, che serve proprio a capire se si possa configurare un reato di truffa, e se tale reato sia stato compiuto da una o più persone. L’intervento della Procura di Milano è il risultato dell’esposto presentato dall’associazione di consumatori Codacons alle autorità giudiziarie di varie città italiane, e poggia sulla mole di materiale già raccolto dall’Autorità garante della concorrenza.

Il caso nasce da una campagna promozionale a Natale dello scorso anno, dove veniva messo in vendita il pandoro Pink Christmas di Balocco collegato, per aumentarne le vendite, all’immagine di Chiara Ferragni. Le aziende Fenice e TBS Crew, che gestiscono i marchi, l’immagine e i diritti della nota influencer, insieme a Balocco pubblicizzarono il pandoro (Venduto a 9 euro, il triplo del prezzo normale) con il messaggio che parte dei ricavati sarebbe andata all’ospedale di Torino per delle ricerche sul cancro, in particolare sull’osteosarcoma e sarcoma di Ewing e per l’acquisto di un nuovo macchinario.
Peccato che, a quanto pare, la stessa Balocco aveva già effettuato tale donazione a maggio del 2022, molti mesi prima della campagna natalizia. Una manovra poco limpida, che ha portato all’apertura delle inchieste e una multa complessiva di 1,4 milioni di euro da parte dell’Antitrust.
Le indagini hanno riportato a galla un’altra vicenda simile, questa volta sulla promozione delle uova di pasqua, quando vennero donati 35mila euro in beneficenza, a fronte di “500.000 euro nel 2021 e 700.000 circa nel secondo anno (2022)” incassati da Chiara Ferragni, secondo quanto dichiarò Franco Cannillo, imprenditore di Giochi Preziosi.
Dopo lo scandalo del pandoro, l’influencer, che fattura milioni di euro all’anno, ha avuto un netto calo dei suoi seguaci sui social, provando poi a sistemare la situazione con un video di scuse, che in verità ha provocato ulteriori danni alla sua immagine.
