
Aborto: la Spagna critica l’Italia. La reazione di Giorgia Meloni
Critiche all’Italia da Irene Montero e Ana Redondo sull’emendamento sull’aborto. Le reazioni della Premier italiana e della Ministra per la famiglia.
“Consentire le molestie organizzate contro le donne che vogliono interrompere la gravidanza significa minare un diritto riconosciuto dalla legge. È la strategia dell’ultradestra: intimidire per annullare i diritti, per fermare l’uguaglianza tra donne e uomini” ha dichiarato Ana Redondo, ministra spagnola per le Parità, in relazione all’emendamento del Governo italiano che apre alla presenza dei movimenti pro-vita nei consultori.

Parole sottolineate anche dall’ex ministra per le Parità, Irene Montero, che all’epoca del suo mandato promosse la riforma dell’aborto in Spagna, che contempla anche l’interruzione di gravidanza nelle strutture pubbliche a partire dai 16 anni: “L’aborto è un diritto fondamentale di tutte le donne, è un diritto umano, e fa parte del nostro diritto alla salute. Con questa decisione quindi il governo italiano sta mettendo a rischio la vita e la sicurezza delle donne, che sono più della metà della popolazione“.

Irene Montero
Immediata la reazione di Giorgia Meloni: “Varie volte ho ascoltato ministri stranieri che parlano di questioni interne italiane senza conoscerne i fatti. Normalmente quando si è ignoranti su un tema si deve avere almeno la buona creanza di non dare lezioni”.

Giorgia Meloni
Della stessa opinione anche Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità: “Suggerisco ai rappresentanti di altri Paesi di basare le proprie opinioni sulla lettura dei testi e non sulla propaganda della sinistra italiana, che si dichiara paladina della legge 194, ma non ne conosce il contenuto o fa finta di non conoscerlo, dal momento che contesta un emendamento che non fa altro che riprodurre alla lettera un articolo della legge sull’aborto in vigore da quarantasei anni. Leggi, emendamenti e relazioni ministeriali al Parlamento sono a disposizione di chiunque voglia consultarli prima di esternare, per evitare di farlo senza cognizione di causa“.
