
Morto Vincenzo Agostino, padre del poliziotto Nino, ucciso dalla mafia
Morto a 87 Vincenzo Agostino, padre del poliziotto Nino, ucciso dalla mafia siciliana nel 1989 insieme alla moglie Ida. Mattarella: “Protagonista di un coraggioso impegno contro la mafia”.
Vincenzo Agostino, nato il 22 marzo 1937, non si era mai rassegnato alla morte del figlio Nino e della nuora Ida Castelluccio (incinta), e sin da subito aveva iniziato a denunciare i tentativi di silenzi e depistaggi, portandone molti a conoscenza degli inquirenti.
Famoso anche per la lunga barba bianca che aveva deciso di non tagliare fino a quando non fosse emersa la verità sul duplice omicidio, Vincenzo aveva continuato a combattere anche dopo la morte della moglie Augusta Schiera (febbraio 2019).

Ida Castelluccio e Nino Agostino
Nino Agostino era un poliziotto del commissariato San Lorenzo di Palermo. Avrebbe anche fatto parte di una squadra speciale collaborava con i Servizi segreti per la cattura dei latitanti mafiosi. Motivo per cui la sua morte venne decisa da Cosa Nostra.
Uno dei momenti più importanti dell’attività antimafia di Vincenzo Agostino fu il 26 febbraio del 2016, quando nell’aula bunker del carcere dell’Ucciardone, in un classico confronto all’americana, riconobbe Giovanni “Faccia da mostro” Aiello, un ex poliziotto che operava tra servizi e criminalità.

Giovanni Aiello
Agostino aveva spiegato ai magistrati che qualche giorno prima del duplice delitto due uomini erano andati a cercare Nino nella casa della famiglia Agostino, a Carini. Si erano qualificati come poliziotti e uno di loro, come ricordò Vincenzo agli inquirenti, aveva il volto butterato. Era Aiello.
All’epoca del riconoscimento facciale di Aiello, Vincenzo dichiarò: “Io ho fatto il mio dovere. Ora tocca alla magistratura. Ho riconosciuto faccia da mostro anche se era ben truccato. Erano in tre per il confronto ma l’ho riconosciuto subito. Come ho detto in tutti questi anni quella faccia è indimenticabile“.

Totò Riina
Dell’omicidio di Nino e di Ida vennero poi accusati Gaetano Scotto, boss dell’Arenella, Francesco Paolo Rizzuto e Nino Madonia, boss di Resuttana e killer preferito da Totò Riina. Madonia chiese poi il rito abbreviato e nel 2021 venne condannato all’ergastolo. Sentenza confermata anche in appello il 5 ottobre scorso.
Vincenzo era sempre stato presente a ogni udienza, nonostante la salute malferma per l’età. Il processo sul duplice omicidio dovrebbe essere quasi alla fine. hanno già discusso le parti civili, mentre il 3 e il 21 maggio e il 21 sono previsti gli interventi della difesa. Infine la Corte d’assise, presieduta da Sergio Gulotta, si ritirerà in camera di consiglio per la sentenza.

Sergio Mattarella
La politica ha commentato la morte di Vincenzo Agostino, con messaggi anche da Pd, M5s e Italia Viva. Il Presidente Sergio Mattarella lo definisce un “protagonista di un coraggioso impegno contro la mafia“, mentre Renato Schifani parla di “un simbolo della testimonianza dell’antimafia”.
Roberto Lagalla, sindaco di Palermo, sottolinea che “il suo impegno civile deve continuare a rappresentare uno sprone per le istituzioni e la magistratura per arrivare a una verità completa su questo omicidio“, e la presidente della commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, promette che “la battaglia di Vincenzo Agostino sarà la nostra“.
