
Approvata alla Camera la riforma sull’autonomia differenziata. Cosa prevede
Approvata alla Camera la riforma dell’autonomia differenziata. Autonomie garantite solo nel rispetto dei diritti dei cittadini italiani senza distinzioni tra nord e sud. Meloni: “Passo avanti per un’Italia più forte”. Salvini: “Una giornata storica”.
Dopo un lungo esame in aula nella notte di mercoledì scorso, la Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulla cosiddetta autonomia differenziata, destinata a regolarizzare le modalità con cui alcune regioni potranno gestire alcune situazioni in modo autonomo.
Questo disegno di legge era incluso nei programmi elettorali del settembre 2022 della coalizione di centrodestra. Testo poi presentato in Parlamento dal Governo dopo le elezioni, a marzo 2023. Poi, in seguito ad alcune modifiche, aveva ricevuto a gennaio scorso il via libera del Senato.

Giorgia Meloni
Tra le altre cose, la nuova legge delinea i principi generali da seguire per assegnare maggiore autonomia alle regioni che la richiedono, sempre nel rispetto dell’articolo 116 della Costituzione, quello che definisce come le regioni possano chiedere più autonomia su certi temi (da qui il nome autonomia differenziata). Inoltre stabilisce la procedura per accordare le richieste delle regioni e le modalità dello Stato.
Regioni e Stato avranno tempo 5 mesi, a partire dalla richiesta, per arrivare a un accordo, che durerà poi 10 anni e potrà essere rinnovato. Pur permettendo l’interruzione dell’accordo con un preavviso di almeno un anno.
In particolare, il comma 2 dell’articolo 1 del Ddl stabilisce una norma su cui si discute da anni: alle regioni che ne fanno richiesta può essere concessa maggiore autonomia solo dopo che siano stati stabiliti i “livelli essenziali delle prestazioni” (Lep), tra cui il rispetto dei “diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale”.

Matteo Salvini
Tradotto: negli ambiti di istruzione, trasporti, sanità e altro, tali livelli essenziali riguardano i servizi indispensabili per tutti i cittadini italiani, senza distinzioni di territorio tra nord e sud.
Per Giorgia Meloni è un importante passo avanti per “costruire un’Italia più forte e più giusta, superare le differenze che esistono oggi tra i diversi territori della nazione e garantire gli stessi livelli qualitativi e quantitativi delle prestazioni sull’intero territorio. Ci sarà più coesione, più sussidiarietà e appunto più autonomia”.
Soddisfatto anche Matteo Salvini: “Una giornata storica. Una vittoria di tutti gli italiani: grazie a tutti“.
