La Camera boccia il Def, oggi a Montecitorio nuova votazione

La Camera boccia il Def, oggi a Montecitorio nuova votazione

La Camera ha bocciato ieri lo scostamento di bilancio per la mancanza di sei voti, e i lavori in aula sono stati subito sospesi. Giorgetti: “Nessun problema politico, è che i deputati o non sanno o non si rendono conto”. Oggi nuova votazione.

Il Def è uno scostamento di bilancio, inteso come una variazione degli obiettivi finanziari pubblici rispetto e quelli definiti nell’approvazione del bilancio dello Stato italiano. In genere vi vengono fissati i parametri finanziari dell’anno seguente, ma in alcuni casi, ad esempio durante la fase Covid, lo scostamento può essere deciso anche nell’anno in corso, per consentire provvedimenti d’urgenza.

Ieri, nel corso delle votazioni, la coalizione di sostegno al Governo Meloni è andata sotto il numero necessario, con la mancanza di sei voti alla Camera, sui 201 minimi necessari. Fattore che ha portato a bocciare il Def, che prevede 3,4 mld di euro nel 2023 per coprire il taglio del cuneo nel decreto da varare nel Cdm del primo maggio. Una riunione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, lo ha subito approvato di nuovo, così che oggi, in queste ore, si vota di nuovo, con Camera e Senato che dovrebbero completare l’esame al massimo entro sabato prossimo.

Ignazio La Russa

Come conferma nell’aula anche il presidente del Senato Ignazio La Russa: “Non essendo stata raggiunta la maggioranza assoluta al Def alla Camera, il Governo ha ritenuto opportuno riconvocarsi per riformulare la relazione sullo scostamento. Benché si sia regolarmente votato anche il Senato dovrà rivotare sulla nuova relazione e quindi su una nuova risoluzione“.

È stato un brutto scivolone” così la Premier Giorgia Meloni ha commentato la bocciatura di ieri, ma non considera la mancanza dei sei voti “Un segnale politico” e aggiunge “Il Def verrà approvato dal Parlamento nei prossimi giorni, nelle prossime ore, manterremo il nostro impegno“.

Questo Def, in particolare, è destinato anche a sostenere i lavoratori e le famiglie con figli nel 2023, come si legge nella nuova relazione con cui il Governo chiede l’autorizzazione a ricorrere all’indebitamento in cui si confermano i saldi: “Le risorse che si rendono disponibili saranno utilizzate con un provvedimento normativo di prossima adozione per sostenere il reddito disponibile e il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti nel 2023 nonché per sostenere le famiglie con figli e saranno destinate, nel 2024, a interventi di riduzione della pressione fiscale“.

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